IL DIARIO DI SOLIMO: 16 MARZO 1872, ABBATTIAMO PORTA NAPOLI E’ BRUTTA

Fabio Maiorano – Si potrebbe pensare ad una burla, invece è l’essenza della richiesta che molti cittadini sottoscrissero per rendere più luminoso e aperto l’ingresso sud della città. E nella seduta del 16 marzo 1872 il consiglio comunale «udito il parere della Commissione di Edilità e ritenuto che la porta su detta (…) è di uno stile barbaro e sgradevole alla vista (…) è sotto il lato igienico anche dannosa, perché impedisce la luce e la libera circolazione dell’aria; ritenuto che detta porta non costituisce abbellimento alla città (…); visto il rapporto dell’architetto Sig. Masciangioli Liborio in data 10 dell’andante mese nel quale mentre si fa rilevare che la spesa per la demolizione può ascendere a lire centocinquanta, mentre il valore de’ materiali derivanti dalla demolizione vien calcolato a lire cinquecento. La qual cosa offre un guadagno di lire trecentocinquanta (…); delibera con voto unanime: 1) è autorizzata la demolizione di Porta Napoli. 2) La Giunta è incaricata di fare le pratiche (…); 3) È incaricato il sindaco di compiere quanto occorre perché la presente deliberazione ottenga la superiore approvazione». Ad agosto, la delibera fu inviata al Prefetto e al Genio Civile per il prescritto parere, ma non è difficile desumere che la pratica non fece altri passi. E se non ci fosse stato il diniego di un paio di funzionari “forestieri”, la porta più imponente dell’antica cinta muraria sarebbe stata sacrificata agli interessi di pochi e alla cieca stupidità degli amministratori…


One thought on “IL DIARIO DI SOLIMO: 16 MARZO 1872, ABBATTIAMO PORTA NAPOLI E’ BRUTTA

  • 16 Marzo 2021 in 06:26
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    Bon giorno da una emigrata in francia ho 75 anni e vedo con orrore che volete toglire porta napoli e brutta voi dite ma questa e il nostro passato vissuto con lo sguardo di amare che ritrovo ogni anno quando ritorno in italia questa porta dovete lasciarla dove e patrimonio d’i sulmona vi supplico d’i riflettere al vostro progetto signor d amico anna

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