MARSILIO RASSICURA AMBIENTALISTI: NON CI SARANNO CEMENTIFICAZIONI IN ABRUZZO

“Non ci saranno colate di cemento, perchè la Regione Abruzzo ha a cuore la salvaguardia dell’ambiente ed è in prima linea sul tema della transizione ecologica. Per quanto riguarda l’agenda per la crescita sostenibile, stiamo rimodulando il sistema della gestione dei trasporti pubblici introducendo l’uso dell’idrometano. L’obiettivo è quello di trasformare ampi comprensori in ‘Hydrogen valley’, ecosistemi che includono produzione e consumo di idrogeno a zero impatto ambientale”. Così il presidente della Regione, Marco Marsilio, rassicura gli ambientalisti che a cominciare da Fulco Pratesi, uomo-simbolo della galassia ambientalista, in questi giorni hanno espresso preoccupazioni sul futuro ambientale in Abruzzo, facendo riferimento a progetti come il collegamento stradale Piano Cinque Miglia-Ortona dei Marsi e ipotesi di assalto alle aree protette. “La riperimetrazione del Parco Velino Sirente, sollecitata da anni dai sindaci della Comunità del Parco, è un atto improcrastinabile. L’errore di fondo è stato commesso ab origine, quando la scelta delle aree da inserire, piuttosto che essere supportata da studi scientifici, avvenne ad abundantiam, tanto che i confini del parco ricalcano i confini comunali, incluse zone industriali e degradate. La Regione non ha fatto altro che prendere atto della volontà espressa dai Comuni”, spiega Marsilio. “Sugli impianti di risalita, poi, laddove sono stati realizzati in sintonia con l’ambiente – penso al modello Alto Sangro  hanno portato ricchezza e sviluppo e altrettanto stiamo facendo sulla Maiella, dove l’innevamento rimane notevole. Progetto, peraltro, approvato dall’Ente Parco Nazionale della Maiella” prosegue il presidente. “Il progetto proposto da alcuni sindaci di realizzare una strada che colleghi il Piano delle Cinque Miglia a Ortona dei Marsi che allarma ‘i difensori della natura’, ammesso e non concesso che dovessero esserci i fondi e io temo che al riguardo si stiano alimentando troppe illusioni,merita di essere discusso, piuttosto che criminalizzato a prescindere. I primi difensori della natura sono, a mio avviso, i sindaci, che pur conoscendo e affrontando le difficoltà del vivere in montagna, non sono fuggiti, ma rappresentano le loro comunità e ne esprimono le esigenze” sottolinea Marsilio. “Il rilancio delle aree interne è possibile solo rendendole accessibili: non è sufficiente una lingua di asfalto sulle mulattiere dell’Ottocento per trasformarle in strade moderne: penso alla via che conduce a Scanno, dove gli autobus turistici sono spesso costretti a fermarsi. Così si scoraggia il turismo e si favorisce lo spopolamento. Eppure, il progresso oggi consente tecniche costruttive sempre meno invasive, in grado di conciliare conservazione e modernizzazione”, conclude il presidente.