IL DIARIO DI SOLIMO: 13 MARZO 1955, IL BENVENUTO DI OVIDIO E CELESTINO

Fabio Maiorano – Da pochi mesi l’ingresso nord di Sulmona ha un nuovo assetto: alla fine del 1954 l’impresa edile Panfilo Iannamorelli ha infatti concluso la ricostruzione dell’ex edificio Marcone, l’antico palazzo danneggiato irreparabilmente nel bombardamento del 27 agosto 1943, e ora si stanno sistemando gli ultimi dettagli, le ultime rifiniture. Sorto dopo una lunga, faticosa e travagliata procedura amministrativa, il “moderno” immobile ha cambiato in termini radicali il volto di quel tratto di Corso Ovidio e ancora viva e tangibile è l’eco delle critiche e delle polemiche rivolte a quell’opera, senza dubbio in linea con i tempi ma per molti versi “estranea” al contesto storico, architettonico e urbanistico della città; tuttavia, l’edificio progettato dall’arch. Alfredo Cortelli propone una pregevole novità, i pannelli decorativi che “marcano” gli ingressi del porticato; realizzati in cemento bianco dal direttore della scuola d’Arte “Gentile Mazara”, prof. Omero Taddeini, con la collaborazione del prof. Giuseppe Bellei, i sei pannelli s’ispirano a due importanti personaggi della storia di Sulmona che sembrano dare il benvenuto a chiunque entri in
città: a nord, Ovidio ritratto nel pannello su corso Ovidio (gli altri due, quello su via di porta Romana
e quello all’interno del porticato rappresentano due Pannelli con Ovidio e con scena delle Metamorfosi); a sud, invece, i tre pannelli raccontano le vicende dell’eremita Pietro di Angelerio (nel pannello su via Barbato) che, divenuto papa Celestino V, rifiuta la tiara e torna sul monte Morrone (pannello su corso Ovidio e pannello interno). Nessuna delle opere è firmata ma forse sarebbe il caso che Taddeini e Bellei, artisti degni di onori e di memoria, fossero ricordati anche con una semplice targa di ottone, da affiggere magari all’interno del porticato. Nato a Montespertoli (Fi) nel 1901, Omero Taddeini fu scultore e medaglista di fama. Scolpì la statua di marmo che la provincia di Arezzo donò per lo stadio dei Marmi, al Foro Italico, e il busto di Giacomo Puccini al Pincio (1939). Progettò una serie di medaglie sportive per le quali ricevette menzioni d’onore nelle rassegne artistiche allestite nell’ambito delle Olimpiadi di Berlino (1936) e Londra (1948); prese parte alla Biennale di Venezia e alla triennale di Milano e fu tra i protagonisti della Mostra e dell’Incisione e della Medaglia Italiana nella Biblioteca Nazionale di Parigi (1930). Giuseppe Bellei (Sulmona, 1910-2000) è affermato scultore e pittore. Allievo di Alfonso Rossetti alla Scuola d’Arte “Mazzara”, affina e matura l’esperienza artistica a Roma, prima di tornare in patria dove diviene insegnante di Plastica nella “sua” scuola. Produce una serie interminabili di sculture che gli valgono la partecipazione alla III e IV quadriennale di Roma, al Premio Marzotto, al Premio Michetti e alle maggiori mostre in ambito regionale. Nel 1960 la svolta: accantona la scultura per dedicarsi alla pittura che ricalca, esaltandole, le forme plastiche e i volumi che per decenni hanno connotato le sue creazioni scultoree. Dal 1968 è Direttore dell’Istituto d’Arte di Avezzano.


One thought on “IL DIARIO DI SOLIMO: 13 MARZO 1955, IL BENVENUTO DI OVIDIO E CELESTINO

  • 13 Marzo 2021 in 10:55
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    Questa SCOOP ha del fantastico.
    Credo siano in pochi i “conoscitori” della descrizione di tali pannelli. Personalmente non sono andato oltre a un collegamento con il mondo pastorale e religioso del territorio, ma nulla di più.
    Grazie.

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