NEROSTELLATI: PRONTI A RIVOLGERCI ALLA MAGISTRATURA CONTRO IL PAGAMENTO DELLA PENALE PER LA RINUNCIA

L’Usd Nerostellati 1910 di Pratola Peligna non riprenderà il campionato come faranno anche molte altre realtà dilettantistiche abruzzesi. La posizione ufficiale viene ribadita all’indomani della riunione tra le società dell’Eccellenza e la Lnd Abruzzo. Oltre a questo, il club del presidente Silvio Formichetti si oppone totalmente alla decisione di dover pagare la tassa d’iscrizione al campionato quale penale che consente di mantenere la categoria. “Non verrà accettata – afferma Formichetti – nessuna eventuale disparità di trattamento nella tassazione per l’iscrizione al prossimo campionato 2021/22 in un ipotetico scenario di differente pressione fiscale oppure di tasse previste solo per le società che hanno dichiarato la propria indisponibilità con la contestuale esenzione dalle spese d’iscrizione per le altre disponibili a proseguire il campionato fermo da oltre quattro  mesi. Puntualizzando che l’indisponibilità a riprendere il campionato interrotto trae origine dal peggioramento del quadro generale pandemico con pesanti conseguenze giornaliere in termini sanitari, economici, sociali e con l’esigenza di tutelare la salute di atleti, tecnici e tutte le altre figure presenti nelle varie realtà dilettantistiche in qualità di dirigenti e collaboratori, si ribadisce che non si accetterà alcuna eventuale disparità di trattamento nello stabilire costi di iscrizione o di altro tipo né per la stagione in corso né per il prossimo campionato 2021/22”. Se dovesse essere imposto per forza il pagamento della penale, l’Usd Nerostellati 1910 si dichiara pronto a rivolgersi alla magistratura perché “la salute non ha prezzo”. Sottolinea Formichetti. “Cosa accadrebbe – si chiede – se in una società dilettantistica di Eccellenza abruzzese (e non solo) fossero presenti tesserati, dirigenti e collaboratori il cui stato di salute li rende particolarmente vulnerabili al Covid-19 poiché portatori di patologie croniche e invalidanti che ne determinano particolare condizione di fragilità? Ricordando che la salute viene prima di tutto e occorre proteggerla ancor di più nell’attuale quadro pandemico, si avvisa sin da ora che ogni eventuale disparità di trattamento delle società di Eccellenza con addebito di pagamenti e costi di iscrizione (determinata sulla base della disponibilità o indisponibilità a riprendere l’attuale stagione calcistica in tempo di pandemia) sarebbe trasferita in sede legale dinnanzi alla magistratura ordinaria con il coinvolgimento delle autorità sanitarie e di tutte le associazioni attive nella tutela della salute, dei diritti civili, degli invalidi, dei portatori di patologie croniche e dei pazienti Covid-19. Ogni presidente e ogni società (tanto più in ambito dilettantistico e in assenza delle condizioni si sicurezza sanitaria) hanno il dovere – conclude – di tutelare la salute di sé stessi e di tutti i propri tesserati (calciatori, tecnici, dirigenti e collaboratori vari). La salute va difesa tanto come bene fondamentale di ogni persona, quanto come diritto primario sancito anche dalla Costituzione italiana. Sia chiaro a tutti, e una volta di più, che la salute non ha prezzo”.