A DURA PROVA ANCHE SANTINO SPINELLI CONTAGIATO DA COVID ORA TORNATO A CASA

E’ tornato a casa dopo una settimana trascorsa, causa Covid, nell’ospedale di Vasto dove era arrivato in condizioni preoccupanti. Santino Spinelli, in arte Alexian, musicista, scrittore e docente universitario, ambasciatore della cultura romanì nel mondo, primo rom ad essere nominato Commendatore della Repubblica, ora vuole ringraziare chi gli è stato vicino in questo periodo tremendo, familiari, amici, personale sanitario, ammiratori. Si sente rinato, anche se dovrà continuare le cure a casa. Anche se pochi giorni prima di quella corsa in ospedale ha dovuto sopportare, sempre per il Covid, la perdita del padre Gennaro, morto a 84 anni nella sua casa di Lanciano, accanto ai suoi cari. Santino e il resto della famiglia non hanno potuto partecipare ai funerali: tutti positivi e in quarantena lui, la moglie, due dei tre figli, le sue sorelle. “Quando mi hanno ricoverato la pressione era arrivata a 198-132. Ho visto la morte in faccia, è stato terribile – ricorda – Subito dopo il ricovero ho superato gli scompensi cardiaci e la pressione alta di cui non avevo mai sofferto prima. E’ un virus subdolo, attacca non solo i polmoni. E’ vero, occorre essere forti, sani, ma anche molto fortunati”.  In ospedale ha trovato ” tanta accoglienza e umanità. Dottori e infermieri sono angeli perché vanno molto oltre la loro professione. Sanno di essere spesso l’ultimo contatto umano nei confronti di chi non ce la fa. Mi hanno curato con antibiotici, cortisone, antivirale e anticoagulante. Ho visto accanto a me davvero tanto dolore e sofferenza in un reparto blindato e in una sala ben tenuta e igienizzata; e ho visto anche infermiere rassicurare al telefono un familiare del paziente vicino”. Due giorni fa i primi spiragli: “I valori erano abbastanza regolari, anche se a volte tornano la forte pressione sul petto, la tosse e tanta spossatezza. Mangio molto, ma continuo a dormire poco. Ora l’importante è essere a casa. Invito tutti a mantenere l’attenzione alta a non abbassare il livello di guardia. Il virus non scherza e non tutti hanno un sistema immunitario adeguato o la fortuna di trovare un posto in ospedale sovraccaricato da questa tremenda pandemia”