MA SONO PROMESSE O IMPEGNI ….VERÌ

Accogliemmo la nomina ai vertici della Sanità abruzzese di Nicoletta Verì non con un filo di speranza soltanto ma con la certezza che davvero avrebbe dato una sterzata rispetto ai predecessori. Avemmo la sensazione che nella sue mani l’intero sistema potesse contare su sensibilità e professionalità particolari, e che la donna potesse incidere favorevolmente in quel “mondo” delicato ma rischioso della Salute collettiva, nel quale è facile essere travolti dai tumulti privati camuffati da interessi pubblici. Di Nicoletta Verì ci rassicurava il percorso personale, il suo impegno sociale più che l’appartenenza politica. Perfino il suo incedere lessicale ci dava tranquillità, la maniera serena, cioè, di interloquire con le persone e di affrontare le vicende per quanto impegnative e scabrose che fossero. In piena pandemia, aggredita perfino a prescindere delle sue responsabilità personali, ha mostrato di saper guidare, come adesso, l’intero apparato tenendolo al riparo dagli ostruzionismi politici. Non conosciamo personalmente l’assessore alla Sanità abruzzese Verì; l’avevamo ritenuta capace di dare attenzione alle esigenze periferiche della sanità abruzzese e in quel contesto avevamo sperato che potesse sottrarre finalmente dalle problematiche l’ospedale di Castel di Sangro, riconsegnando a quel presidio di frontiera le specificità e ricostituendone l’organico medico e sanitario. Non vogliamo qui ricordare le funzioni cui attende l’ospedale di Castel di Sangro perché ci sembra superfluo. Eppure lo vogliamo fare. Quel presidio raccoglie una miriade di paesini montani abruzzesi e sostiene tanti Comuni dell’Alto Molise; esso assume su di sé una richiesta di sanità extraregionale di grande rispetto facendo leva su organici deficitari e su professionalità che richiamano alla memoria il Lambarénè. Non ci sembra che ci siano in atto iniziative concrete per ricostituire un presidio alle cui cure negli anni ‘70 si affidò perfino il presidente della Repubblica Giovanni Leone. L’assessore Verì ha detto qualche tempo fa che l’ospedale di Castel di Sangro tornerà agli antichi splendori. A noi ci basta che torni alla vecchia efficienza. Ma sono promesse o impegni Ver(ì)i, caro assessore?