ORDINE ARCHITETTI: NESSUN ACCANIMENTO SU APPALTO LICEO CLASSICO, SOLO TUTELA DELLA PROFESSIONE

“L’Ordine degli Architetti della Provincia dell’Aquila, a tutela dell’intera categoria, nel ruolo che le è proprio, ha presentato ricorso al Consiglio di Stato, con il solo scopo di contrastare lo svilimento della professione e garantire la salvaguardia, ovvero la giusta applicazione dell’equo compenso, commisurato all’importanza dell’opera e del ruolo che si è chiamati a rivestire con le relative responsabilità, civili e penali, tanto più nell’opera pubblica, in cui bisogna garantire elavati standard qualitativi della prestazione”. Arriva la precisazione del Consiglio dell’Ordine provinciale degli Architetti, a proposito della conferenza stampa tenuta ieri mattina dall’assessore ai Lavori pubblici sul ricorso pendente davanti al Consiglio di Stato e presentato dallo stesso Ordine professionale, sull’appalto integrato dei lavori per il miglioramento sismico dell’edificio sede storica del Liceo classico Ovidio. “Per tali motivi, del tutto sconcertante e oltremodo fuori luogo, oltre che inaccettabile, ogni tentativo di strumentalizzazione ed etichettatura politica dell’operato dell’Ordine, non rientrando ovviamente fra le finalità di quest’ultimo, tant’è che non vi è mai stato un attacco “ad personam” o ad una “bandiera” specifica – aggiunge il consiglio dell’Ordine – Infatti, l’Ordine ha sempre svolto attività di alta sorveglianza degli appalti pubblici nell’intero territorio nazionale, senza distinzione, sollevando puntualmente ogni eccezione meritevole di nota e contestandola all’ente interessato, rendendosi disponibile al confronto con lo stesso per meglio perseguire l’interesse pubblico”. “Talvolta, in assenza di dialogo con la stazione appaltante, come nel caso in questione, la strada giudiziaria è l’unica possibile e necessaria per esercitare la giusta azione di tutela e sorveglianza che il ruolo richiede e che la Legge attribuisce all’Ordine – conclude la nota degli architetti – Pertanto, senza voler cadere nell’altrui provocazioni, si ribadisce con fermezza che non vi è alcun animato “accanimento” nei confronti dell’amministrazione. L’unico filo guida dell’Ordine è salvaguardare la professione e preservarla da ogni tentativo di svalutarne la dignità e di svuotarla dalle sue prerogative”.