DELITTO DI TEODORA E LUDOVICO, L’ASSASSINO AMMETTE LE SUE RESPONSABILITÀ MA NON CHIARISCE IL MOVENTE

Un racconto confuso in cui ha ammesso le sue responsabilità non fornendo però, chiarimenti sufficienti sulle motivazioni che l’avrebbero portato a uccidere la moglie e il figlio. Alexandro Vito Riccio, il 39enne originario di Nichelino è stato ascoltato ieri, nel reparto per detenuti  dell’ospedale Molinette di Torino dove è ricoverato dalla tragica notte in cui dopo aver ucciso la moglie Teodora Casasanta originaria di Roccacasale e il figlio Ludovico di soli cinque anni, aveva tentato di suicidarsi gettandosi dal balcone dell’ abitazione di Carmagnola dopo aver ingerito varechina. Davanti al giudice, nell’interrogatorio di garanzia,  il 39enne non avrebbe chiarito le circostanze della tragedia, elementi che la magistratura vuole acquisire per ricostruire tutti i contorni della tragedia che ha sconvolto l’Italia intera. All’interrogatorio di garanzia che si è svolto solo ieri proprio perché l’indagato, in precedenza, non era in grado di poter rispondere serenamente alle domande del gip,   era presente anche il legale dell’uomo, l’avvocato Giuseppe Lopedate, il quale dopo aver ricevuto un secco no dal pubblico ministero allo svolgimento di una perizia psichiatrica sull’omicida, sta vagliando l’ipotesi di reiterare la richiesta di perizia attraverso un incidente probatorio in cui possano essere cristallizzate anche le dichiarazioni rilasciate al Pm dall’indagato. Riccio deve rispondere di duplice omicidio volontario con l’aggravante della ferocia. Secondo la ricostruzione del medico legale e degli investigatori della scientifica dei carabinieri, il 39 enne si sarebbe  scagliato prima contro la moglie colpendola con 15 coltellate alla schiena mentre si trovava nel letto, infierendo poi con una cinquantina  di oggetti trovati per la casa. Subito dopo l’assassino avrebbe  rivolto la sua furia omicida verso il figlioletto colpito da otto coltellate. Gli stessi carabinieri del nucleo operativo di Moncalieri intervenuti hanno parlato di una scena agghiacciante. Il duplice delitto è avvenuto in un edificio in via Barbaroux, a Carmagnola, alle porte del capoluogo piemontese, dove la coppia viveva da qualche anno. Teodora Casasanta era originaria di Roccacasale e aveva frequentato l’istituto commerciale De Nino a Sulmona, per poi iscriversi alla facoltà di Psicologia dell’Universitа di Chieti. Aveva trovato lavoro in Piemonte e prestava servizio al Cufrad di Sommariva del Bosco (Cuneo), struttura che offre servizi a quanti hanno problemi di alcolismo, tossicodipendenza e psicologici in generale.