RIANIMAZIONE SOLO COVID, PROTESTANO GLI ALTRI REPARTI DELL’OSPEDALE

Reparti ospedalieri in affanno perché la Rianimazione e la terapia intensiva restano esclusivamente a disposizione dei pazienti covid. Una situazione che penalizza fortemente l’attività chirurgia di tutti i reparti dell’Annunziata e nuoce in particolari divisioni come il punto nascita, che qualora si dovesse verificare un’emergenza, in un parto, la mamma o il nascituro rischierebbero la vita. Nelle scorse settimane infatti una settantenne sulmonese è stata trasportata all’Aquila per un’emorragia cerebrale. Mentre nei giorni scorsi, un’altra paziente, dopo aver subito un intervento chirurgico, è stata portata nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Popoli. “Un ospedale senza rianimazione non è un ospedale vero e proprio” affermano alcuni medici rilevando questa situazione anomala e di piena emergenza. Stessa cosa ha denunciato la Cisl, giorni fa, in un suo comunicato, così come il Tribunale della Sanità, che ha chiesto una soluzione definitiva per questa pericolosa situazione. Intanto ieri l’Asl ha dato autorizzazione per l’assunzione di un nuovo medico per la rianimazione. La deliberazione è stata firmata dal direttore generale, Roberto Testa, per l’assunzione a tempo determinato e orario ridotto della dottoressa Roberta Chiavari, presso l’unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione Medicina del Dolore e Cure Palliative dei presidi ospedalieri di Sulmona e Castel Di Sangro. La sottoscrizione del contratto è arrivata al termine di una lunga procedura che ha visto la Asl bandire un avviso pubblico per la ricerca di dirigenti medici per questa specifica disciplina.