IL GOVERNO VERSO OK AL METANODOTTO SNAM, GLI AMBIENTALISTI: FERMIAMO IL PROGETTO

“Il Governo italiano si appresta a dare il via libera all’inutile, costosissimo e dannoso metanodotto Sulmona-Foligno”. Ad annunciarlo è il comitato cittadini per l’Ambiente. “La presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti convocato per giovedì prossimo, 28 gennaio, alle 12, in modalità video-conferenza, la seconda riunione per l’autorizzazione del metanodotto della Snam. Il comitato ambientalista, facendo appello a tutte le forze politiche, a sindaci, parlamentari, consiglieri regionali, alle istituzioni e agli enti interessati, chiede il rinvio della convocazione. “La inutilità del progetto Linea Adriatica, di cui fa parte il metanodotto Sulmona-Foligno, è stata attestata anche dall’Eni nelle sue osservazioni al piano decennale Snam 2020-2029.  L’ENI scrive che si tratta di “investimenti che non sono necessari a garantire il soddisfacimento della domanda nazionale” e che comportano il rischio di “innescare per decenni  una spirale di tariffe di trasporto crescenti” a carico dei consumatori italiani “in un contesto in cui le infrastrutture potrebbero diventare stranded (incagliate) e contribuire esse stesse a rendere meno competitivo il gas”.  Anche l’Anigas, l’associazione delle imprese aderenti a Confindustria che si occupano della distribuzione del metano, solleva le stesse osservazioni dell’ENI, preoccupata che l’aumento delle tariffe del gas comporti un aumento dei costi e, di conseguenza, una riduzione della competitività delle imprese” sottolinea il comitato, sostenendo che “è incredibile, inaccettabile e contro ogni principio democratico che il Governo voglia imporre a tutti i costi al nostro territorio e all’intero Appennino centrale, aree dalla grande qualità ambientale e dall’elevato rischio sismico, un’opera che viene bocciata perfino dai soggetti economici che dovrebbero essere tra i primi a sostenerla”. Alla convocazione per il 28 gennaio è stato allegato uno studio sulla sismicità effettuato dall’INGV, studio che però riguarda esclusivamente la centrale di compressione di Sulmona mentre, nella prima riunione tenutasi il 4 aprile 2018 presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, si era deciso che sarebbe stato effettuato uno specifico studio sismico anche per il tracciato del metanodotto. Questo impegno è stato ribadito dal Direttore generale del Ministero dello Sviluppo Economico ingegnere Gilberto Dialuce nella lettera del 14.11.2018 inviata al Comune di Sulmona, al Presidente dell’INGV e alla Regione Abruzzo, ed è stato confermato anche dalla Snam nella  lettera del 4.12.20 indirizzata sia al Ministero dello Sviluppo Economico che alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il coordinamento No Hub del Gas ha inviato a tutti gli Enti coinvolti nel procedimento autorizzativo (ben 55) una lettera con cui stante l’assenza dello studio dell’ INGV relativo al metanodotto si invitano gli Enti stessi a chiedere il rinvio della riunione del 28 gennaio e la sua riconvocazione dopo la effettuazione dello studio. Qualora la richiesta di rinvio non dovesse essere accolta il coordinamento auspica  che gli Enti esprimano voto contrario all’autorizzazione e richiedano al Governo, oltre allo studio mancante, una nuova Valutazione di Impatto Ambientale e una approfondita analisi costi/benefici sull’intera opera (metanodotto e centrale) che tenga conto anche dei costi ambientali, dei costi per le economie locali e dei costi e rischi per la salute e la sicurezza dei cittadini” precisa il comitato. “Il ruolo della politica è più che mai decisivo in questa fase conclusiva del procedimento.  Facciamo  appello alle forze politiche e a tutti i nostri rappresentanti istituzionali, dai Parlamentari ai sindaci ai consiglieri regionali e provinciali, a far sentire forte la loro voce di protesta e intervenire sul Governo nazionale affinché non venga perpetrata questa ennesima e inaudita aggressione ai diritti del nostro territorio” concludono gli ambientalisti.