IL DIARIO DI SOLIMO: 18 GENNAIO 1702, SCUOLA PUBBLICA PER I POVERI

Fabio Maiorano Per secoli l’istruzione è stata un privilegio riservato alle classi dominanti, in particolare ai rampolli
di sesso maschile; i poveri, ma anche le donne di ogni ceto e di ogni censo, era meglio se rimanevano ignoranti, sebbene in ogni tempo si ha notizia di scuole pubbliche aperte a spese dell’universitas sulmonese, istituzioni che però hanno funzionato a singhiozzo, tra mille difficoltà finanziarie e quasi sempre a vantaggio di pochi. Fu così che «ad istanza de’ poveri della città» fu presentato al consiglio cittadino un memoriale con cui si chiedeva di «prendere qualche espediente per la scuola del publico, a fin che la gioventù habbi come per il passato il maestro condotto della città, restando moltissimi disviati dal proseguimento di studij per tale Palazzo dell’Annunziata, Ippolita del Conchione nel effetto». Il Consiglio accordò al maestro di scuola lo stipendio annuo di 40 ducati, un compenso fortemente decurtato rispetto ai 49,87 ducati del 1683 e, soprattutto, rispetto ai 100 ducati annui decretati nel legato della benefattrice Ippolita del Conchione che tendeva ad agevolare e sostenere l’istruzione dei giovani “nullatenenti”. Corsi e ricorsi storici: come accade sempre più spesso, anche ai nostri giorni, il taglio delle risorse colpì prima di tutto gli stipendi degli insegnanti, penalizzando di fatto la scuola pubblica…