IN CONSIGLIO PASSA IL PIANO DI PROTEZIONE CIVILE: LA MINORANZA SI DIVIDE, RAMUNNO BACCHETTA IL SINDACO SU METODO

Dopo dodici anni il Comune di Sulmona ha un nuovo piano di emergenza di Protezione civile. Il piano, presentato dal sindaco Annamaria Casini al Consiglio comunale, anche oggi in seduta “mista”, in presenza e da remoto, è stato approvato a maggioranza, con le astensioni dei consiglieri Fabio Pingue, Francesco Perrotta, Maurizio Balassone e Katia Di Marzio e due voti contrari. Ma per la maggioranza una spina nel fianco è venuta allo scoperto, con le dichiarazioni del consigliere Andrea Ramunno, che da qualche tempo mugugna. “Metodo sbagliato, deluso del modo di portare avanti le cose” ha sottolineato Ramunno, rimproverando al sindaco uno scarso coinvolgimento dei consiglieri comunali riguardo alla redazione del piano ma anche su altre decisioni. Dicendosi poi con l’entusiasmo ormai agli sgoccioli, quasi a conclusione del percorso amministrativo avviato nel 2016. A Ramunno hanno fatto eco i consiglieri Mauro Tirabassi e Maurizio Balassone, dai banchi dell’opposizione. Un’esternazione, quella di Ramunno, che ha contagiato inevitabilmente tutto il resto della minoranza. “E’ un piano flessibile perchè adattabile a tutte le emergenze possibili sul territorio e collegato a tutti gli organi di protezione civile, regionali e nazionali” ha spiegato il sindaco, motivando il ritardo nell’aggiornamento per l’attesa validazione da parte della Regione, condizionata dall’emergenza sanitaria in atto. Nel piano viene disegnata una mappa dei rischi ai quali il territorio comunale è esposto: meteo, incendi, sisma, industriale, neve e ghiaccio, ferroviari. Nel piano sono poi indicate le aree di attesa (36), accoglienza (8), ammassamento (3). Le critiche più dure al nuovo piano sono venute dal consigliere Elisabetta Bianchi. Soprattutto l’esponente FdI ha criticato metodi e contenuti del piano, perchè le scelte pianificate non sono state concertate con associazioni, enti, ordini professionali e volontariato e perchè i contenuti non sarebbero sufficienti ad una efficace gestione di emergenze.”E’ solo mera e pedissequa copia del piano regionale” ha concluso Bianchi. A difesa del piano è intervenuto il consigliere Bruno Di Masci. “Non può essere ignorato lo sforzo compiuto da amministrazione comunale e tecnici per aggiornare questo piano – ha detto – d’altronde in una città come Sulmona esposta a gravi rischi sismici non si può perdere altro tempo. E’ strano che si dica che siamo in ritardo e poi si chiede un rinvio delle decisioni. Alcune critiche sono anche fondate ma la decisione sull’aggiornamento oggi non può essere rinviata”. Ulteriori obiezioni sono venute dai consiglieri Fabio Pingue e Maurizio Balassone.