NON FU VIOLAZIONE DELLA SORVEGLIANZA SPECIALE, GIOVANE SULMONESE ASSOLTO

E’ latitante dall’ottobre del 2019 ma all’epoca dei fatti era un “sorvegliato speciale”, tanto da finire sotto processo per la violazione dell’obbligo di soggiorno e per la prescrizione della sorveglianza. Un’accusa caduta però questa mattina con la sentenza pronunciata dal giudice monocratico del Tribunale di Sulmona, Francesca Pinacchio, che ha assolto il trentasettenne sulmonese, Massimiliano Le Donne, attualmente ricercato dalle forze dell’ordine per un’altra inchiesta. I fatti risalgono al 2016 quando il giovane era stato avvistato dai Carabinieri in prossimità di un bar cittadino, in conversazione con alcune persone, che secondo i militari sarebbero stati pregiudicati del posto. Il provvedimento del Tribunale di sorveglianza dell’Aquila, che prevede l’obbligo di soggiorno e la prescrizione della sorveglianza speciale, impone una serie di misure da rispettare, tra cui il divieto di trattenersi abitualmente in locali e avere abituali frequentazioni con pregiudicati, allontanarsi dalla propria dimora senza avvisare l’autorità giudiziaria. Da qui l’indagine dei Carabinieri che ha portato al processo concluso questa mattina. L’avvocato Stefania Casaccia, legale del giovane sulmonese, ha provato che quelle persone non erano pregiudicati e che la sosta davanti a un bar non configura un intrattenimento o frequentazione abituale. Da qui la sentenza di assoluzione.



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