IL DIARIO DI SOLIMO: 15 GENNAIO 1367, HELMELEK LA SCHIAVA

Fabio Maiorano Fin dal Medioevo, Sulmona ha intessuto proficui rapporti commerciali con numerose e importanti città della penisola, in particolare con quelle comunità dislocate lungo la via degli Abruzzi che collegava Firenze e la Toscana a Napoli e al sud Italia; senza dimenticare i contatti e gli scambi mercantili con l’area lombarda e con le Venezie. La mole di documenti che si conserva negli archivi cittadini tramanda quanto intenso fosse il traffico delle merci – lana, seta e zafferano, per citarne alcune – e quanto frenetica fosse l’attività delle compagnie mercantili, dei banchieri, dei notai, dei giudici a contratti. All’epoca, inoltre, Sulmona batteva moneta e di una certa rilevanza doveva essere anche il mercato dei metalli preziosi per soddisfare le esigenze sia della zecca, sia delle botteghe di mastri orafi, tra i più apprezzati e prolifici del regno. L’archivio della Casa Santa dell’Annunziata, depositato nella sezione di Sulmona dell’Archivio di Stato dell’Aquila, è un’autentica miniera di notizie che non di rado rivelano fatti di notevole interesse, ma anche piacevoli sorprese e curiosità; come nel caso del rogito con il quale il 15 gennaio 1367, tale Buccio di Mari-no, cittadino di Sulmona, acquistò al mercato della contrada di S. Leone, in Venezia, una schiava di razza alana, di nome Helmelek, 18 anni, per 34 ducati, dal mercante Pietro di Domenico da Firenze. Impossibile dire quale sia stato il destino della giovane donna e per quale ragione questo documento sia finito nell’archivio dell’Annunziata; unico dato certo è che questo breve cenno consente di rettificare la data dell’atto notarile che fu stilato il 15 gennaio 1367 e non il 14, come riportato nell’elenco a stampa curato da Giovanni Pansa e Pietro Piccirilli, che verosimilmente sono stati tratti in inganno dalla data 14 gennaio, scritta da altra mano sul retro della pergamena.