IL PRESEPE VIVENTE DI RIVISONDOLI PIÙ FORTE DEL COVID (Video)

Per la prima volta in settant’anni, mentre la neve scendeva lenta ed intensa sulla Piana di Piè Lucente, ai piedi del paese di Rivisondoli, la suggestiva tradizione del Presepe Vivente si è rinnovata, in tutta la sua bellezza commovente, nella chiesa parrocchiale di San Nicola di Bari, alla presenza del vescovo della Diocesi di Sulmona-Valva, monsignor Michele Fusco, del parroco della comunità di Rivisondoli, don Daniel Cardenas e del sindaco Roberto Ciampaglia. “Ho provato una fortissima emozione, perchè essere la Madonnina del presepe vivente è sicuramente un ruolo molto importante e sono felice di rivestire questo ruolo, proprio in occasione del settantesimo del presepe vivente”. Così ha detto Beatrice Ciampaglia, di Rivisondoli e studentessa del Liceo scientifico di Castel di Sangro, che oggi pomeriggio, nella chiesa parrocchiale di San Nicola, ha indossato i panni della Madonnina della rappresentazione vivente della Natività. A stendere il velo sul suo capo, appena conclusa la celebrazione solenne della Messa della vigilia dell’Epifania, è stato lo stesso vescovo Michele Fusco. Quel velo è parte di una tradizione ormai settantennale. Infatti fin dalla prima edizione del 1951 è stato indossato da tutte le Madonnine del Presepe Vivente, cominciando da Gabriella Gasparri. “Sono emozionato ed onorato di partecipare al presepe vivente” ha detto invece Diego Di Martino, giovane napoletano, che ha impersonato San Giuseppe. “In questo periodo molto difficile per tutti, da questo presepe inviamo un messaggio forte di speranza, essendo certi che se ci atteniamo alle regole di precauzione possiamo superare questa emergenza e tutto andrà per il meglio” ha sottolineato. Come da tradizione consolidata, il Bambin Gesù è stato l’ultimo nato dell’anno in paese, Gabriele, figlio di Michela e Giuseppe Di Natale. “Quest’anno è stata un’edizione particolare del presepe vivente, perchè non abbiamo potuto realizzare tutto quello che negli altri anni si è fatto – ha detto il vescovo Fusco – ma questo non ha fermato la volontà degli organizzatori e dell’amministrazione comunale che ringrazio. Infatti ancora una volta hanno voluto dare un segno di speranza in questo tempo del covid”. “Attraverso il presepe vivente, che rappresenta Gesù che viene accolto dai Magi nel giorno dell’Epifania, diamo un segno di speranza a tutti coloro che vivono nella difficoltà e anche qualche momento di lutto, a causa di questa epidemia” ha continuato il presule. “La stella che i Magi hanno visto li ha condotti alla grotta, ad incontrare Gesù – ha aggiunto – noi ci auguriamo che anche il covid ci porti ad incontrare Gesù, così che una situazione negativa possa trasformarsi in positiva”. “Attraverso questa brutta situazione del covid possiamo tutti riscoprirci fratelli tra noi, con la presenza di Gesù” ha concluso monsignor Fusco.