IL DIARIO DI SOLIMO: 13 NOVEMBRE 1922, LAVORO GRATIS OFFRESI

 di Fabio Maiorano È l’offerta che gli impiegati del Comune inviarono per lettera agli amministratori municipali «allo scopo di contribuire, con opera fattiva, alla ricostruzione nazionale e di dar prova tangibile dell’amore alla Patria e alla Città nostra». In termini più precisi, gli impiegati comunali si dissero disposti a «lavorare otto ore al giorno, anziché sette ore, come fanno attualmente, senza speciale compenso». Datata 13 novembre 1922 e protocollata agli atti con il n° 3518, la missiva fu accolta «con animo grato» dall’Amministrazione comunale (delibera urgente n. 320 del 20 novembre 1922) che «a sua volta, per dare agli impiegati prova tangibile del suo compiacimento per il loro nobile gesto, può accogliere una loro antica e giusta aspirazione, quale è quella del riposo festivo». Di conseguenza, l’orario di apertura degli uffici fu anticipato «di mezz’ora tanto al mattino come di pomeriggio»; inoltre, gli impiegati beneficiarono finalmente del riposo festivo in tutte le domeniche e nei giorni di Capodanno, Pasqua, Venti settembre, quattro Novembre e Natale. Altra novità riguardò gli impiegati dello Stato Civile che, a turno, garantirono l’apertura degli uffici per due ore (dalle 9 alle 11) di domenica e negli altri giorni festivi «per il ricevimento degli atti di nascita e morte». Infine, si stabilì che «il Segretario Capo ed il vice Segretario anziano assisteranno, nei giorni festivi, all’apertura della posta, per turno, con facoltà di accordarsi in proposito tra loro».


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