IL PD PELIGNO ACCUSA: IN COGESA E SACA CONTINUANO A PREVALERE LOGICHE DI POTERE

Il Pd territoriale torna sulla gestione degli enti sovracomunali, chiamando in causa “la diretta responsabilità di un preciso indirizzo politico, l’ennesima forzatura politica perpetrata dal sindaco di Sulmona, sostenuta dalla forze cosiddette civiche, che ha stretto un accordo con il sindaco dell’Aquila e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Pierluigi Biondi, per il loro fallimentare epilogo davanti agli occhi di tutta l’opinione pubblica”. “Dopo anni di gravi errori e forzature la politica locale avrebbe dovuto dimostrare maggiore responsabilità, chiamare a raccolta tutte le forze migliori, coinvolgere tutti i sindaci e chiedere uno sforzo corale e condiviso per risanare le condizioni di default gestionale delle società partecipate – sostengono i circoli territoriali del partito democratico – E invece l’ennesimo accordo calato dall’alto ha dimostrato che per alcuni esponenti politici del territorio non sono prioritari gli interessi dei cittadini/utenti ma piuttosto le logiche di potere”. “Il Partito democratico della Valle Peligna e dell’Alto Sangro da anni si batte per una diversa gestione del patrimonio pubblico e dei servizi. Da anni proponiamo un metodo diverso, di inclusione e ascolto dei sindaci: metodo che nei decenni passati ha garantito crescita e trasparenza – sottolinea il Pd – Siamo convinti che la stagione delle forzature, dei debiti e delle logiche di potere debba essere definitivamente archiviata a favore di un rilancio delle società di pubblico servizio come volano di buone pratiche e sviluppo del territorio”. Ricordando che le società partecipate sono patrimonio del territorio e che per anni hanno garantito buoni livelli di prestazione all’utenza, il Pd punta la sua attenzione sulle condizioni nelle quali oggi versano Cogesa e Saca, per “problemi gestionali, debiti crescenti e contenziosi”. “Il Cogesa, alle prese per mesi con questioni giudiziarie, è stata oggetto di un severo giudizio da parte della società di revisione esterna che ha messo in evidenza una perdita di 1.500.000 di euro, dopo che l’Amministratore unico aveva tentato di far approvare, nei mesi precedenti, due prime ipotesi di bilancio in attivo – concludono i dem – La Saca, nelle recenti settimane, è stata invece destinataria di un carteggio con l’Ersi (autorità regionale di controllo del servizio idrico) riguardante motivi di revoca di affidamento del servizio pubblico per una gestione del personale tutta da chiarire. Non si dimentichi, poi, quanto accaduto in questi anni nel Consorzio di Bonifica, salvato dai debiti con un intervento regionale di 870.000 euro e tutt’ora commissariato”.



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