L’AVE MARIA DI SCHUBERT CON LA CORNAMUSA NELL’ANNUNZIATA PER APRIRE LE CHIESE AGLI ARTISTI (video)

Il suono di una cornamusa è riecheggiato due giorni fa nella chiesa dell’Annunziata. Un brano, l’Ave Maria di Schubert, è stato eseguito dal sulmonese Marco Di Camillo, leader dei Rota Temporis, per testimoniare la vicinanza a tutti i musicisti e a tutto il mondo dell’arte e dello spettacolo che in questi giorni di emergenza sanitaria sono costretti purtroppo a non potersi esibire. “Artisti in Chiesa” è stata chiamata questa iniziativa. “Con i teatri chiusi e i concerti sospesi, viene a mancare il supporto fondamentale per qualsiasi artista; un luogo o un palcoscenico sul quale esibirsi. – spiega Di Camillo – Da questo pensiero è partita l’idea che le chiese venissero aperte a musicisti, attori o artisti, dando loro tempo e modo di portare in scena qualcosa che si potesse conciliare con quegli spazi”. “Il mio primo pensiero è andato all’Ave Maria di Schubert, riarrangiata con cornamusa in La minore”. Un’esperienza assai suggestiva, nella chiesa naturalmente tutta vuota, per lanciare un appello “sonoro” a prestare massima attenzione e tutela alle attese del mondo dello spettacolo e della cultura, come altri settori in grave sofferenza in questo momento delicato per tutti. “Grazie al parroco don Gilberto Uscategui, ho potuto proporre l’iniziativa al vescovo Michele Fusco, che ha appoggiato la causa e mi ha aperto le porte della chiesa della Santissima Annunziata” dice ancora il musicista, grato di aver potuto realizzare il momento musicale. Un video è stato realizzato da Antonio Malvestuto, che ha sposato la causa ed ha creato un piccolo gioiello tecnico, riuscendo ad immortalare riprese aeree che affascinano ed emozionano, sia l’interno che l’esterno della chiesa, cogliendo i momenti più toccanti del brano, e legandoli indissolubilmente alle immagini. “Due giovani sulmonesi che hanno realizzato questa significativa manifestazione è comunque un segno di speranza e di ottimismo per il futuro, augurandoci tutti insieme uniti anche dalla cultura di superare questa delicata emergenza sanitaria” conclude Di Camillo.



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