SANITA’PROVINCIALE A RISCHIO COLLASSO SU EMERGENZA COVID, ALLARME DELLA CGIL

Chiede l’intervento delle massime autorità nazionali, presidente della Repubblica e presidente del Consiglio dei ministri e autorità regionali, la Cgil allarmata dalla precarietà nella quale versa la sanità in provincia dell’Aquila. E’ un “quadro drammatico e di estrema difficoltà” quello che si presenta davanti all’emergenza sanitaria per l’Azienda Avezzano-Sulmona-L’Aquila tra le carenze di personale e le diverse inadeguatezze che stanno segnando questo momento assai delicato, con il rischio sempre più concreto di aggravare le conseguenze della stessa emergenza covid. A denunciare le condizioni di precarietà del servizio è la Cgil provinciale. “Innanzitutto, va rilevata l’enorme e strutturale carenza di personale che, già prima dell’emergenza sanitaria, rappresentava la criticità maggiore della ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila con un fabbisogno carente stimabile in oltre 800 addetti tra tutte le figure professionali. A partire dal mese di febbraio a tutt’oggi poco o nulla è stato fatto per reperire nell’immediato nuova forza lavoro, al fine di sopperire alle già drammatiche carenze e nella prospettiva di dover affrontare una impennata di ricoveri dovuti alla pandemia” osserva il sindacato, ricordando che “nelle ultime settimane la Asl, con estrema approssimazione, ha trasferito il personale sanitario (per lo più infermieri) da un Presidio Ospedaliero all’altro, in particolare da Avezzano verso L’Aquila e da Sulmona verso Avezzano. Con il solo risultato di determinare ancor di più il depauperamento di personale all’interno di ogni singolo Presidio Ospedaliero, già di per sé gravemente carente di risorse umane”. “Detto personale si trova in una condizione di estremo disagio per aver affrontato, nella prima fase, l’emergenza sanitaria senza nemmeno aver potuto fruire dei tempi di riposo necessari al recupero psicofisico” fa notare la Cgil. “Risultano altresì carenti il personale che deve prestare assistenza ai pazienti covid in ambito ospedaliero (Terapie Intensive e Malattie Infettive) e Territoriale (USCA); il personale che dovrebbe essere destinato all’esecuzione dei tamponi e del conseguente tracciamento sanitario dei contatti; il personale dei servizi di Emergenza/Urgenza (Pre-triage, Pronto Soccorso e 118); il personale dei servizi di Diagnosi (Radiologia e Laboratori Analisi). Così come è carente il personale in ogni struttura sanitaria, in ogni reparto e/o Servizio della ASL 1 Avezzano Sulmona L’Aquila”. Come pure la Cgil ritiene assai grave la mancata esecuzione di tamponi periodici a tuto il personale dell’azienda sanitaria, a cominciare da quello maggiormente a rischio.  E da qualche giorno addirittura è venuta a galla la carenza di tamponi e reagenti. Altra grave carenza riguarda poi i posti letto disponibili “con la sola conseguenza che gli utenti e cittadini restano in attesa nelle ambulanze (che dovrebbero servire alla gestione dell’Emergenza), nei pre-triage che in alcuni casi, possono contare esclusivamente su un solo infermiere per turno senza il supporto di personale Medico, e/o nei Pronto Soccorso, senza poter ricevere le giuste cure e senza che possano essere ricoverati nei Presidi Ospedalieri. Addirittura, nei giorni scorsi si sono registrati dei decessi nelle ambulanze, come accaduto nel Nosocomio di Avezzano, a causa della impossibilità di poter precedere al ricovero nelle strutture preposte”.”Quanto sta accadendo è assolutamente inaccettabile e lede palesemente il diritto alla salute di ogni donna ed ogni uomo della nostra comunità, mettendo ogni giorno a repentaglio la vita di ognuno ed ognuna” protesta la Cgil, sostenendo che tutto quanto accade “sta compromettendo gravemente il rispetto della garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e, di conseguenza, il diritto alle cure, con l’impossibilità per cittadine e cittadini di essere sottoposti ad interventi, ad esami diagnostici e riabilitativi, con l’ulteriore prolungamento senza fine delle liste di attesa ed il conseguente abbandono di tutti quei malati cronici o soggetti che dovrebbero essere sottoposti ad attività di prevenzione”. “Il drammatico quadro, così descritto, sta comportando un esponenziale aumento dei contagi nel nostro territorio, collocando la provincia dell’Aquila tra le più colpite della regione con l’inerzia della politica e l’incapacità della stessa ad effettuare una seria programmazione, nonostante gli 8 mesi trascorsi dall’inizio della pandemia e nonostante un periodo di tregua nei mesi estivi, che avrebbe consentito un adeguamento, sia sul fronte del personale rispetto alle effettive esigenze, sia sul fronte strutturale e strumentale, rispetto ad una ripresa della curva dei contagi, annunciata, ampiamente prevedibile e denunciata da tutta la comunità scientifica internazionale – continua il sindacato – Non secondario ciò che accade anche sul fronte del tracciamento dei contatti, ormai totalmente fuori controllo nella nostra Provincia, con una gravissima conseguenza in termini di salvaguardia della salute pubblica. Infatti, sono migliaia i cittadini e le cittadine che, in assenza di un pronto intervento da parte della struttura Sanitaria Pubblica, sono costretti a rivolgersi alle strutture private per la verifica della propria esposizione al virus”.