SIT IN DEI COMMERCIANTI CON CANDELE E LUMI: DECRETI ANTICORONAVIRUS CI COLPISCONO AL CUORE

Anche da piazza Garibaldi si leva il “grido di dolore” dei titolari delle attività commerciali penalizzate dall’ultimo recente dpcm. Le note del “Silenzio” fuori ordinanza hanno introdotto la manifestazione silenziosa di questa sera. Ogni partecipante ha portato una candela o un lumino accesi a testimonianza del momento grave che vivono tante attività che alle 18 in punto sono costrette a fermarsi. “E’ un fermare la tanto sospirata ripartenza della primavera scorsa, a conclusione del lungo lockdown” hanno detto alcuni commercianti, assai preoccupati per il prossimo futuro delle loro attività e per le famiglie. “Stiamo manifestando per esprimere piena solidarietà alle attività di ristorazione colpite dal decreto Conte – ha sottolineato Antonio Cinque, portavoce dell’associazione Sulmona fa Centro – crediamo che la strada giusta per prevenire e contenere il contagio del tremendo virus non sia proprio questa, tanto è vero che i dati del contagio non riguardano quasi per niente queste attività”. “Altre sono le attività che producono focolai del virus e dunque le soluzioni vanno cercate altrove – ha aggiunto Cinque – con queste attività vivono intere famiglie e quindi colpirle e penalizzarle con queste chiusure significa far pagare a loro costi altissimi e in alcuni casi purtroppo anche irreparabili”. Insomma lo spettro della chiusura delle attività in questi giorni sembra di nuovo aggirarsi disegnando per loro un futuro sicuramente nero. “Vorremmo certo contribuire a contenere il virus, questo è l’obiettivo di tutti, perché non siamo irresponsabili, negazionisti né estremisti che si esprimono attraverso vandalismi e violenze da folli – conclude un anziano commerciante – ma vediamo che ad essere colpiti al cuore restiamo sempre e solo noi che viviamo quasi alla giornata, mentre a pagare dovrebbero essere quei cittadini che godono di redditi alti e possono sacrificarsi anche per il bene degli altri”. In piazza anche una piccola rappresentanza di Casa Pound che con uno striscione ha espresso netta contrarietà al dpcm.