COVID, DICIANNOVE CONTAGI E IL SINDACO DI SCANNO IN SORVEGLIANZA ATTIVA

Dieci pazienti in ospedale in attesa del riscontro della positività o del ricovero, diciannove contagi, in prevalenza nell’Alto Sangro, la prima positività in Valle Subequana, una scuola chiusa a titolo precauzionale e un sindaco in isolamento. E’ il bilancio del virus per la giornata di oggi 30 ottobre. Dall’emergenza dei “spazi esauriti” in ospedale si torna all’impennata dei contagi. Nell’elenco dei nuovi positivi, tra gli altri, ci sono una donna domiciliata sul territorio comunale di Secinaro che collabora con la Regione, due operai di importanti aziende del territorio ( uno domiciliato a Sulmona e un altro a Popoli anche se residente a Roccacasale). E ancora un’intera famiglia di Villetta Barrea tra cui un operatore che collabora con l’ambiente ospedaliero e una collaboratrice scolastica. Positivi anche due studenti domiciliati a Rivisondoli che frequentano la scuola media di Pescocostanzo, chiusa nei giorni scorsi dal sindaco Roberto Sciullo, a titolo cautelativo. “Abbiamo effettuato una capillare sanificazione degli ambienti e ho provveduto a sospendere le lezioni a titolo precauzionale. Nelle prossime ore, di concerto con la Dirigenza scolastica e la Asl, valuteremo l’acquisto dei test rapidi per svolgere i tamponi su studenti e docenti, sempre a titolo cautelativo”- afferma Sciullo. Sempre in giornata è stata attiva la sorveglianza per il sindaco di Scanno, Giovanni Mastrogiovanni, come conferma il diretto interessato. Si sono sottoposti al tampone anche gli amministratori di Pacentro, a scopo precauzionale, compreso il sindaco Guido Angelilli dopo il contatto con il suo vice positivo mentre al Comune di Sulmona è stata attivata la quarantena per cinque tra funzionari e dirigenti entrati in contatto con la Presidente del Consiglio Comunale, Katia Di Marzio. I positivi di oggi sono domiciliati 3 a Sulmona, uno a Pacentro, uno a Secinaro, 2 Villalago, 5 Villetta Barrea, 3 Castel Di Sangro, 2 Rivisondoli e 2 Pescasseroli. Senza contare il caso “borderline” di Roccacasale, ovvero il residente in paese che dopo l’accertamento del contagio si è spostato a Popoli d’accordo con la Asl. Di questi contagi quattro sono passati per l’ospedale con il tampone rapido, la cui positività è stata riscontrata da Pescara. Sembrerebbe che il laboratorio dell’Aquila sia a corto di reagenti. Altre sei persone si trovano nel nosocomio in attesa di riscontri o ricoveri. Una situazione ormai incontrollata che necessita di interventi urgenti. Anche la prevenzione questa mattina è andata in affanno tra tamponi da recuperare e tracciamenti in tempi record. L’appello che arriva dagli addetti ai lavori è quello di evitare il più possibile l’intasamento degli ospedali. Ai medici di base è richiesta la collaborazione informale sia nel tracciamento che nella diagnosi per curare con la terapia domiciliare i pazienti meno gravi. Mentre i vertici aziendali e regionali sono chiamati ad agire sul fronte decisionale. L’ultima raccomandazione accomuna l’intera utenza, ovvero il rispetto delle misure basilari per evitare il contagio che è vero che non rallenta ma si può ancora intervenire vista la più grave situazione in atto nella marsica e nell’aquilano.