LA WEIMAR DI SARA MARCOZZI

di LUIGI Liberatore

Si vive bene a Castel di Sangro. Come nel circondario, d’altronde. Si vive bene a Roccaraso, a Rivisondoli e a Pescocostanzo. Senza dimenticare Ateleta, un paese delicato a spasso tra colline mansuete che declinano pazienti tra le anse del fiume Sangro. Castel di Sangro, in particolare, rappresentava per questa “galassia” territoriale il centro commerciale di riferimento ancora prima che il Regno dei Borboni la elevasse al rango di Città, mantenendo questa specie di primato sempre, anche quando il dilagante turismo invernale degli anni Sessanta pareva esaltare i centri satellitari, ponendo (magari) in ombra la funzione di raccordo esercitata dal più popoloso e attrezzato capoluogo sangrino, relegandolo a Cenerentola del momento. Si vive ancora meglio a Castel di Sangro, come ancora si sta benissimo a Roccaraso, Rivisondoli, Pescocostanzo e dintorni, perfino dopo che in zona abbia sostato il Napoli calcio e che Sara Marcozzi, la perdente di successo del Movimento5stelle alle ultime elezioni regionali, abbia eruttato (per l’ennesima volta), facendo il paio coi delusi del Pd, contro il governo Marsilio per le agevolazioni concesse a questo territorio. Non nascondiamo come la sortita odierna, concessa urbi et orbi, di Sara Marcozzi contro la Giunta Marsilio risponda alle classiche esigenze di bottega, tuttavia ci preme ricordare alla seguace del “vaffanculo” gratis che l’iniziativa regionale è scaturita da una richiesta specifica dell’amministrazione comunale di Castel di Sangro, e che la stessa richiesta formulata dal Comune altosangrino fosse suggerita e suffragata da una esigenza vitale per un territorio che vive di turismo. Che tutto l’insieme raggruppa centinaia di attività, migliaia di abitanti e infiniti posti di lavoro. Perché questa continua aggressione nei confronti di un entroterra per altri versi emblema dell’Abruzzo in cammino? A Sara Marcozzi e a quelli del Pd-5Stelle non piacciono il Napoli e i napoletani? Fatti loro. Si proverà a chiedere ai dirigenti partenopei di cambiare per l’avvenire non casacca ma i risvolti cromatici delle magliette, e ai campani di non abbandonare questa parte periferica ma eccellente dell’Abruzzo. Soprattutto a Sara Marcozzi si vuole dire, nel tono più gradevole che ci è consentito e senza retro pensieri, che a Castel di Sangro dopo l’avvento del Napoli calcio si vive benissimo. Ci viene quasi quasi di pensare che forse Goethe e Schiller avrebbero preferito Castel di Sangro a Weimar come loro residenza. Non Friedrich Nietzsche…che pur scegliendo Weimar come paese adottivo l’aveva in cima alle sue ossessioni!