DI NUOVO IN PRIGIONE, TRA VIRUS E CARABINIERI

di Luigi Liberatore 

Ci risiamo, anzi: rieccolo! Il virus, come all’inizio primaverile della pandemia, è di nuovo con noi. Tutto come allora, dopo i primi casi conclamati. Adesso come ieri, stesso numero di persone ricoverate e la paura che torna ad aleggiare sulle nostre teste nell’immancabile frusciare delle chiacchiere sui social.  Ad innalzare semmai il livello di guardia è la disputa sui tamponi, passati da elementi di laboratorio a fattori interscambiabili da osteria, all’interno, però, di una serie di scemenze filtrate dalle variopinte mascherine. Non parliamo poi di quarantene fiduciare… Non è cambiato proprio nulla in Altosangro, come altrove penso. Eppure tra i ciottoli arroventati del lungofiume pareva che la lunga estate calda avesse esorcizzato per sempre i timori di qualche mese prima, spargendo illusioni nella effimera sensazione che tutto fosse finito. Buttato oltre la siepe. Macchè. Gli intermezzi illusori c’erano stati: il ritiro del Napoli calcio e il codazzo della tifoseria, nonché la lunga e interminabile polemica sui soldi spesi dalla regione Abruzzo per qualcosa di aleatorio, dicevano i critici, e investiti bene come affermavano in molti. Nulla di nuovo sotto il sole, con qualche nuvola in più magari visto che poi il presidentissimo napoletano De Laurentiis (niente a che dividere con Achille Lauro) finisce in quarantena. E’ la classica goccia che fa poi traboccare il vaso, o se volete, il pietrisco che rotola a valle come annuncio della imminente frana. Frattanto una parentesi all’insegna del tutto muta mentre nulla cambia: le elezioni comunali. Vuoi vedere che siamo alla svolta? Nemmeno per sogno. Anzi, il risveglio è il solito: Angelo Caruso, sindaco da cinque anni vince ancora. Per un altro quinquennio, alla stregua dei piani Fanfani o quelli sovietici, sarà l’attuale presidente della Provincia di l’Aquila a governare uomini e virus, con ordinanze comunale i primi, e come protezione civile i secondi.  Ai crocicchi delle strade principali sosta una pattuglia dei Carabinieri: immediatamente pensi alla mascherina. Ce l’ho. Pericolo scampato, tuttavia lo sguardo del capo pattuglia ti mette a disagio e tiri dritto. Di nuovo in prigione, tra virus e carabinieri…. 

 

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