IL DIARIO DI SOLIMO: 14 OTTOBRE 1943, QUATTRO PASTORI PER I LUPI TEDESCHI


di Fabio Maiorano
Da 24 ore il governo Badoglio ha dichiarato guerra alla Germania; l’esercito tedesco, oramai ufficialmente “nemico in casa”, continua la caccia ai soldati alleati fuggiti dal campo di prigionia di Fonte d’Amore, rafforzando le attività di repressione e i controlli soprattutto lungo i territori pedemontani. All’alba, una
pattuglia tedesca in perlustrazione lungo le pendici di monte Morrone, nei pressi di Roccacasale, sorprende quattro pastori in un rifugio in località Castello d’Orsa; breve perquisizione e, ben nascosti, spuntano fuori vecchi fucili e numerose bombe a mano. Il loro destino è drammaticamente segnato perché il possesso delle armi è un chiaro segno di ostilità e di palese violazione dei reiterati bandi mirati a disarmare la popolazione. Condotti a Sulmona, i quattro pastori sono processati davanti al tribunale Militare di Guerra e condannati a morte. La mattina del 20 ottobre, poco dopo le 8, camion tedeschi scaricano un gran numero di soldati davanti all’ingresso del cimitero; in pochi minuti, i quattro “condannati” vengono legati agli alberi lungo il muro di cinta, a destra dell’ingresso, e fucilati. Testimoni raccontano che un soldato del plotone perse i sensi prima dell’esecuzione e che uno dei pastori, pare il più giovane, tentò invano di fuggire. Una lapide, a destra dell’ingresso del cimitero, ricorda il sacrificio di Giuseppe D’Eliseo, 66 anni, di Roccacasale; Antonio d’Eliseo, 57 anni, di Roccacasale; Antonio taddei, 17 anni, di Roccacasale; Giuseppe Di Simone, 35 anni, di Pratola Peligna.

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