I PAESI MONTANI CONTINUANO A SPOPOLARSI: SPICCANO SCANNO, COCULLO E PESCASSEROLI E IN CONTROTENDENZA PETTORANO E ALFEDENA

In cinque anni, dal 1° gennaio 2015 al primo gennaio 2020 116 piccoli paesi di montagna, più di un terzo di tutti i comuni abruzzesi, hanno perso 6.448 abitanti, passando da 98.435 a 91.947. Numeri che indicano una flessione demografica del 6,6%, ben superiore alla media regionale che è del -1,94%, visto che i residenti sono passati da 1 milione 331.574 del gennaio 2015 ad un milione e 305.770 del gennaio 2020. Vittime dell’emorragia di popolazione non sono soltanto i paesi dell’entroterra aquilano colpiti dal sisma del 2009, come Montereale, Campotosto, Capitignano e Castelvecchio Calvisio, dove la ricostruzione procede a rilento, inabissatasi tra tante promesse e illusioni. Un destino che riguarda però gran parte dei piccoli comuni abruzzesi di montagna, quelli con meno di 3mila abitanti e sopra i 600 metri di altezza e che annovera anche rinomate località turistiche, come Pescasseroli, Scanno e Rocca di Mezzo in provincia dell’Aquila, Pietracamela in provincia di Teramo. Fanno eccezione Castel del Monte e Calascio in provincia dell’Aquila, che vedono invece aumentare i loro abitanti. Le nascite poi nei piccoli paesi sono passate da 648 a 502. In provincia dell’Aquila, che ha il numero maggiore di piccoli comuni di montagna, tranne qualche eccezione, tutti i comuni perdono abitanti. Oltre ai bonus bebè e fondi a pioggia evidentemente si ha bisogno di servizi, trasporti, e soprattutto lavoro e prospettive economiche per consentire ai giovani di restare e mettere su famiglia. Le flessioni demografiche più consistenti in percentuali riguardano Castelvecchio Calvisio (127 abitanti) che ha perso 31 abitanti, pari al  19,6%. Fontecchio (310) che ha perso 69 abitanti (-18,2%). E ancora, San Benedetto in Perillis (95 abitanti) meno 21 abitanti in cinque anni (-18,1%), Barete (638) meno 97 abitanti (-13,2%), Campotosto (487) meno 75 abitanti (-13,3%), Lucoli (910) meno 140 abitanti (-13,3%). E poi c’è Montereale, che come Campotosto ha subito due terremoti e neanche una ricostruzione: ora ha 2.329 abitanti, ben meno 304 rispetto al 2015, con una flessione dell’11,5%. Stessa sorte della vicina Capitignano (637 abitanti), meno  55 (-7,9%). E ancora: Barisciano (1.712 meno 143 (7,7%),  Prata d’Ansidonia (463) meno 36 (-7,2%), Caporciano (209) meno 16 (-7,1%), Poggio Picenze (1.063), meno  73 (-6,4%), Rocca di Mezzo (1.434) meno 96 (-6,2%), Rocca di Cambio (480)  meno 38 abitanti (-7,3%). Alte le percentuali del calo di popolazione per Ortona dei Marsi (451),  meno 103 abitanti  (-18,6%), Cocullo (212), meno  37 (-14,8%), Gioia dei Marsi (1.742) meno 291, (14,3%). Diminuzione maggiore di popolazione anche per Scanno (1.762) meno 128 (-6,7%) e Pescasseroli (2126), rinomata località turistica,  meno 114 (-5,09%), Ortucchio (-1778) meno 109 (-5,7%). Ma esistono anche realtà di piccoli centri fortunatamente in controtendenza: San Demetrio ne’ , Vestini (1.931 abitanti), comune del cratere sismico, con più 79 residenti rispetto al 2015, a seguire Alfedena (917), nel parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise: più 48, Oricola (1.272) più 30, Pettorano sul Gizio (1.411)  più 25, Cappadocia (554), più 19, Aielli (1.469) più 18, i citati Castel del Monte (444) più 11, Calascio (136) più 9, Gagliano Aterno (251), più 5 e Carapelle Calvisio (86) più 3 abitanti. Invece in provincia di Teramo la situazione critica riguarda perfino lo stupendo territorio dei monti della Laga. Crognaleto, (1.169 abitanti) ha perso dal gennaio 2015 al gennaio 2020 148 residenti con una flessione del  -11,2%, Pietracamela (240) meno 38 abitanti, (-13,6%), Valle Castellana (903), meno 102 abitanti (-10,1%), Rocca Santa Maria (497) meno 49 abitanti (-8,9%), Fano Adriano (272),  meno 31 (il 10,2%) In provincia di Pescara situazione critica a Villa Celiera (615 abitanti), patria degli arrosticini, dove in cinque anni sono venuti meno 101 residente con una flessione del  14,1%, c’è poi Brittoli (268) meno 34  (- 11,2%). Spicca il dato di Caramanico Terme, (1.890) che pure è una rinomata località turistica, ma che ha perso 72 abitanti (-3,6%). In provincia di Chieti spicca Castiglione Messer Marino, (1.627 abitanti), che in cinque anni ha perso  ben 192 residenti (-10,5%). E ancora Gessopalena (1.457)  con meno 146  abitanti  (-10%), Roccaspinalveti (1.229) meno 143 (-10,4%) e Palmoli (843) meno 111 abitanti ( -11,6%). In termini percentuali lo spopolamento nel quinquennio vede in testa alla classifica Schiavi di Abruzzo (732), famoso per il suo carnevale e la danza popolare della spallata: ha perso abitanti in cinque anni pari a ben il 17,2%. E ancora, Colledimacine (171), perde  32 abitanti  (il 15,7%), Fraine (291), 53  abitanti (il 15,4%), Pizzoferrato (1.006), -161 abitanti (il 13,8%), Torricella Peligna (1.368), famoso per il festival dedicato allo scrittore Jhon Fante, perde 116 abitanti (-13,5%),  Civitaluparella (310) meno 48  (-13,4%) e Lama dei Peligni  (1.134) meno 164 ( -12,6%). Eclatante anche il dato di Tornareccio (1.726), famoso per il miele, che ha perso ben  134 abitanti (-7,2)%