OSPEDALE CASTEL DI SANGRO, NULLA SARA’ PIU’ COME PRIMA

di Luigi Liberatore

Portiamo ancora dentro di noi una visione romantica dell’ospedale di Castel di Sangro dalla quale, purtroppo, non riusciamo a distaccarci. Almeno noi, e quando dico noi mi riferisco a tutti quelli che hanno vissuto il tempo mitico degli anni Sessanta, quando anche l’ospedale contribuiva a proiettarci in quella atmosfera magica di personale immortalità. Ci sentivamo tutelati e garantiti. C’erano le suore nelle molte corsie dell’ospedale la cui funzione, tuttavia, non si limitava a metterci subito d’accordo con Nostro Signore ma tra le cui mani, con sacralità, scivolavano bisturi e forbici in sala operatoria. E poi medici e chirurghi capaci e appassionati, finanche spregiudicati nell’esercizio delle loro competenze, legati però al territorio e ai pazienti quasi per osmosi, come tutto il personale sanitario che nell’Altosangro viaggia alla pari di figure istituzionali. E’ sempre una visione romantica che portiamo nel nostro animo, ma nulla sarà più come prima. E’ solo un ricordo, benchè piacevole.  L’ospedale di Castel di Sangro non avrà più le corsie di un tempo, non ci saranno più tanti medici come allora e non sarà mai più l’approdo stabile e rassicurante, fatto di diagnosi, contatti quotidiani, cura e riposo. Le suore? Manco a pensarci, volate in cielo e non solo metaforicamente.  No. E non dobbiamo credere a chi voglia riportarci indietro a immagini care ma inattuali prospettate da politici e amministratori improvvisati. Ormai avremo a che fare, come da qualche anno accade, con ricoveri brevissimi e trasferimenti sempre immediati verso nosocomi attrezzati e specializzati in ragione delle patologie. Pochi camici bianchi e tante attrezzature in più: strumentazioni sofisticate, analisi tempestive e poi via magari in elicottero. Ecco, lo sentiamo spesso come le sirene delle autombulanze che ci lasciano il sapore amaro delle tragedie che si stanno consumando. Castel di Sangro ha una sua storia medica ospedaliera fatta di brillanti professionisti e ha attualmente una chirurgia ortopedica straordinaria, nell’ambito di un complesso moderno ma per certe insondabili ragioni mortificato. Sale operatorie inspiegabilmente chiuse. Perché? Questo chiede la popolazione e un intero comprensorio ai politici e agli amministratori locali: la salvaguardia e la valorizzazione delle eccellenze, come quella ortopedica che fa dell’ospedale di Castel di Sangro polo di attrazione extraregionale. E’ la logica dei numeri il più sicuro dei sentieri per loro, a noi lasciateci le immagini care di un tempo che fu. Ospedale compreso.



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