IL DIARIO DI SOLIMO: 29 SETTEMBRE 1665, LA COMPAGNIA DI GESU’

Con testamento rogato in pari data dal notaio donato Puglielli, il nobile Francescantonio Sardi nominò erede universale la Compagnia di Gesù, con l’obbligo di fondare entro due anni un collegio «pro bona educatione juventutis», ‘per buona educazione dei giovani’. Il collegio dei Gesuiti fu aperto nel 1686, dopo i cospicui lasciti (in tutto 12.000 ducati) del canonico Annibale Rotolo e del nobile Silvestro de Capite. Nel quadrilatero delimitato oggi da via Carrese, piazza Salvatore Tommasi e piazza 20 settembre, s’innalzò un convento con annesso collegio (l’attuale sede del liceo classico “Ovidio”) mentre la chiesa di S. Ignazio, abbattuta nei primi anni del Novecento, occupava più della metà di piazza 20 Settembre, la zona a sud. «Erano i nobili – scrive Alberto Salvi sulle colonne del periodico Italica del 15 novembre 1906 – che maggiormente si occupavano d’ingrandire detta chiesa ed esisteva la Congregazione dei Nobili che (…), dedicata all’Immacolata Concezione della Vergine, ogni anno nel Venerdì Santo faceva la processione di Cristo Morto». Nel 1767, per ordine di re Ferdinando IV di Borbone, i Gesuiti furono espulsi dal Regno di Napoli ma nei cent’anni di permanenza in Sulmona furono molto attivi, non solo nell’educazione dei giovani. Nel 1734 promossero la Congregazione di Contadini, nata dalla scissione di un preesistente sodalizio che si riuniva nella chiesa di S. Pietro; l’Oratorio dei Contadini, nella chiesa di S. Ignazio, era intitolato a S. Isidoro, patrono della categoria. Inoltre, dettero vita alla Congregazione degli Scolari e alla Congregazione dei Sacerdoti. Invece, la Congregazione degli Artisti, attestata già nel 1688, nel 1764 scelse come protettore S. Ignazio e ottenne dal padre generale Lorenzo Ricci una sua reliquia e l’indulgenza plenaria per il giorno della sua festa. Tuttavia, i Gesuiti non furono mai ben visti dai sulmonesi, anche perché una tradizione locale attribuisce al gesuita Francesco de Geronimo, che predicò nella Quaresima del 1706, l’aver profetizzato il catastrofico terremoto del 3 novembre di quell’anno…


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