CASTEL DI SANGRO, IL TRIONFO DI CARUSO E IL TONFO DELLA SINISTRA: ADDA’ REVENI’ BAFFONE!

di Luigi Liberatore

Era tutto previsto e prevedibile: che il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, fosse rieletto e che l’unica vera battaglia fosse intestina, cioè la caccia alle preferenze combattuta tra i suoi candidati consiglieri (come è stato). Un trionfo, insomma. Il primo cittadino, nonché presidente della Provincia, si può dire che non abbia fatto nemmeno campagna elettorale, lasciando l’onere in tal senso agli avversari. Contro lo strapotere del sindaco uscente, uomo notoriamente schierato a destra, contro la inoppugnabile serie di risultati conseguiti dalla compagine di Angelo Caruso, è venuta ad opporsi e quindi a soccombere una formazione balbettante, di sinistra chiaramente perché il candidato sindaco è espressione del Pd anche a livello regionale, ma figlia (a mio parere) di tre aspetti: paura, inadeguatezza, presunzione. I primi due versanti vanno a braccetto: se non si ha il coraggio di professare le proprie idee e quindi riconoscersi sotto una bandiera si mostra la propria inconsistenza e la mancanza di spessore ideologico, sicchè si finisce per essere grossolani, senza radici, errabondi in quel perimetro ai cui confini passeggia la presunzione e basta. L’avversario del sindaco uscente aveva definito l’elettorato di Castel di Sangro vittima di un sistema, incapace di schierarsi, dimostrandosi così un generale timoroso prima della battaglia. Quel suo giudizio preventivo si è dimostrato poi ingiusto e non perché ha racimolato in tutto una manciata di voti, ma soprattutto perché è stato tradito dagli elettori di sinistra e che a Castel di Sangro non sono solo seicento… Ma è stato poi tradimento? Pensiamo di no. La sinistra a Castel di Sangro ha solide radici; è andata al governo della Città in più occasioni senza dover fare ricorso nella composizione delle liste a esuberanze familiari oppure giocando a mosca cieca. Bastava guardarsi un po’ indietro e non andare a pesca nello sgrammaticato popolo social. Adda revenì baffone! In molti dicono così ma non col tono della minaccia, bensì come aspettativa, nel senso di ritrovarsi sotto un colore. Intanto Angelo Caruso sorride, un sorriso che accompagnerà Castel di Sangro per cinque anni ancora. Ma non è stato lui a seppellire la sinistra….

 



One thought on “CASTEL DI SANGRO, IL TRIONFO DI CARUSO E IL TONFO DELLA SINISTRA: ADDA’ REVENI’ BAFFONE!

  • 28 Settembre 2020 in 20:10
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    Quando un’amministrazione funziona i risultati arrivano. Punto
    Parlare di destra e sinistra a livello locale significa solo non aver capito che il la gente vota per chi ben amministra indipendentemente dall’ideologia politica. Quella la si lascia ai Soloni della demagogia!

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