TORNA IN LIBERTÀ L’AGGRESSORE DELL’AVVOCATO COLAIACOVO. IL RIESAME GLI IMPONE L’OBBLIGO DI DIMORA A ROMA

Torna in libertà ma deve stare alla larga da Sulmona e soprattutto dall’avvocato Vincenzo Colaiacovo. Il Tribunale del Riesame dell’Aquila al quale si era rivolto Bruno RANALLI, il 75enne di Bugnara che aveva selvaggiamente picchiato il legale sulmonese, aspettandolo sotto casa con un bastone, ha accolto la sua istanza sostituendo la detenzione domiciliare con l’obbligo di dimora non a Bugnara ma a Roma, a casa di una parente. Un provvedimento adottato già da qualche giorno ma emerso solo nella giornata di ieri. 
Secondo la ricostruzione fatta dai Carabinieri di Sulmona, il75enne la mattina del 27 giugno sarebbe partito da Bugnara con l’intenzione di farsi giustizia da solo  dopo che il giorno prima lo stesso anziano aveva perso una causa civile contro Colaiacovo. Giunto in via Carrese, proprio nel cuore della città tra piazza OVIDIO e il Comune di Sulmona, il 75enne avrebbe aspettato l’arrivo dell’avvocato che era in sella della sua bicicletta,  per poi colpirlo in testa e sulla fronte senza dargli la possibilità di difendersi. E prima che potesse riconoscerlo si sarebbe dileguato tra gli angusti vicoli del centro storico. A soccorre l’avvocato la compagna TERESA Nannarone. È stata lei a prestargli le prime cure e ad accompagnarlo in ospedale dove l’avvocato è rimasto per alcuni giorni sotto stretto controllo medico per poi essere dimesso con una prognosi ancora aperta.

One thought on “TORNA IN LIBERTÀ L’AGGRESSORE DELL’AVVOCATO COLAIACOVO. IL RIESAME GLI IMPONE L’OBBLIGO DI DIMORA A ROMA

  • 18 Settembre 2020 in 10:21
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    Si ma comunque si deve fare “assolutamente” la riforma della giustizia. Qui sotto a cura di Bankitalia soltanto uno dei numerosi studi che evidenziano il terribile parassitario morbo che si è abbarbicato al popolo italiano. La percentuale 4 volte maggiore di avvocati in Italia rispetto alle altre nazioni europee sembra essa stessa evento criminogeno poiché produce un corrispettivo di reati ,(presumibilmente creati a tavolino) ugualmente 4 volte maggiori del resto d’Europa.Cio’ chiaramente con un volume di lavoro giudiziario nei Tribunali ,forse inscenato se poi pagato dal bilancio della Giustizia che, nella imminente riforma dovrebbe escogitare forme di assistenza sociale più moralmente adeguate anche al credo religioso degli Italiani per questa massa di bisognosi che girano attorno ai tribunali.

    https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/temi-discussione/2010/2010-0745/index.html

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