“SNAM AFFAIR”, DOSSIER ALLA CORTE DEI CONTI CHE PROVA L’INUTILITA’ DELLE GRANDI OPERE DEL GAS

“Snam Affair” è il corposo dossier preparato dal coordinamento No Hub del Gas, in quattro mesi di lavoro, che dati alla mano dimostra l’inutilità delle grandi opere del gas, compresa naturalmente la linea Adriatica, il “tubo” Sulmona-Foligno. Il dossier, che sarà inviato a tutte le istituzioni, a cominciare dalla Corte dei Conti, si fonda tutto sul raffronto tra i piani di sviluppo della rete Snam 2018-2027 e 2020-2029 ed  il piano Energia-Clima adottato di recente dal governo, spesso tra loro in palese contraddizione. Un raffronto che si estende anche ai dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo economico e di altre istituzioni. Il dossier è stato presentato stamattina da Pietro Di Paolo, già docente di matematica negli istituti medi superiori, Mario Pizzola e Giovanna Margadonna. “I dati sono impietosi nel descrivere una generale sopravvalutazione delle necessità di gas e di nuove infrastrutture a fronte di un crollo dei consumi già avvenuto e con un’ulteriore progressiva riduzione dei consumi prevista entro il 2030, a causa delle politiche di efficienza e sviluppo delle energie rinnovabili al fine di combattere, sia pure timidamente, la crisi climatica” ha spiegato Di Paolo. La punta massima dei consumi si è avuta nel 2005 con 86,2 miliardi di metri cubi di gas con una rete di gasdotti con 1251 chilometri in meno rispetto a quella attuale. Nel 2019 i consumi invece sono scesi a 74,3 miliardi di metri cubi. Le previsioni della stessa Snam proiettate entro il 2030 fanno segnare una riduzione ulteriore dei consumi di gas tra i 70 e 68 miliardi di metri cubi. Le previsioni del piano di governo Energia-Clima si attestano sui 59 miliardi di metri cubi. “Questa riduzione dei consumi con le opere che vanno però avanti è fatto paradossale che si verifica poiché il governo prevede incentivi per le infrastrutture che coprono quindi le perdite – hanno chiarito gli esponenti del coordinamento – non c’è ricerca dell’utilità generale ma con l’interesse delle società a fare profitto. Infatti tutte le nuove opere ricadono sulle bollette degli italiani”. Lo stesso metanodotto Sulmona-Foligno, dal costo di un miliardo e 600 milioni di euro, con la centrale di Sulmona, sarebbe privo di utilità generale e secondo gli ambientalisti di “qualsiasi senso economico e industriale, in termini di interesse generale. L’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, infatti prevede una remunerazione fissa del 5.7% del capitale investito, incentivi ulteriori e il riconoscimento delle spese in oneri finanziari del 5,3%” hanno precisato ancora gli ambientalisti. Ed infatti i servizi di rete, trasporto e stoccaggio del gas, corrispondono ormai al 20% della bolletta del gas pagata dagli italiani. Decisioni che spettano tutte a governo e parlamento.

One thought on ““SNAM AFFAIR”, DOSSIER ALLA CORTE DEI CONTI CHE PROVA L’INUTILITA’ DELLE GRANDI OPERE DEL GAS

  • È deprimente leggere e rileggere dossier “autoprodotti” (mi ricordano da vicino i volumi di studi parascientifici dei NO-VAX a cui hanno abboccato tanti ingenui cittadini, ancora oggi convinti dell’inutilità dei vaccini, oggi li ritroviamo fra gli anti-Covid19) oggi arricchiti con gli effetti nocivi sugli “usi civici”… La verità resta in fondo ed è poco visibile: cioè che il 50% dell’energia elettrica che consumiamo oggi in Italia è prodotta con il metano e che lo sforzo richiesto per l’abbattimento della CO2 non è quello di ridurre l’uso di metano ma di azzerare per quanto possibile, nei prossimi 20 anni, l’uso di fossili ben più dannosi che sono il carbone, il petrolio, gasolio, la legna e di tener anche presente la sostituzione dell’energia elettrica da nucleare anche grazie al blocco delle stesse centrali.

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