IL COMMISSARIO DEL CONSORZIO DI BONIFICA ATERNO SAGITTARIO SI DIMETTE UN’ALTRA VOLTA, UN FALLIMENTO ANNUNCIATO

In conseguenza della LR 45/2019, con DPGR n. 26 del 14.02.2020 è stato nominato Commissario Regionale del Consorzio di Bonifica Interno “Bacino Aterno e Sagittario” il Dott. Sergio Iovenitti con il compito di svolgere le funzioni amministrative indispensabili per l’attuazione della citata legge regionale nonché la gestione temporanea dell’Ente. Il Commissario Iovenitti, a differenza dei suoi colleghi, nominati negli altri quattro Consorzi Abruzzesi, ha accolto la nomina con tale entusiasmo da essere presso la sede del Consorzio tutti i giorni, da mattina a sera, per interi mesi, tanto che non si comprende come poteva svolgere le sue funzioni di Dirigente regionale per cui percepisce regolare stipendio. Tanto anche in contrasto con quanto  la DGR  590/2018 la quale dispone che l’incarico sia di carattere temporaneo e occasionale, con prestazioni non quotidiane, considerato che non potrà determinare un’assenza dal servizio superiore a cinque giornate lavorative in uno stesso mese.   Mentre tutti gli altri Commissari operavano senza stravolgere una realtà delicata e sensibile quale è quella dei Consorzi di Bonifica, il Commissario Iovenitti  era impegnato in una rivisitazione dei bilanci già regolarmente approvati, con il parere favorevole del Collegio dei Revisori e non osservati dal servizio regionale competente in materia. Si è impegnato nelle attività di manutenzione degli impianti e delle opere irrigue, non assumendo gli operai stagionali storici, che hanno una profonda e dettagliata conoscenza delle opere, ma affidando tali interventi a ditte, per larga parte estranee al territorio, con scarsi risultati in termini di efficacia e di risultati. I lavori sono stati fatti in pochi giorni, hanno interessato territori limitati,  l’erba è tornata a crescere e, quindi, con ogni conseguente pregiudizio e danno per assicurare l’acqua alle colture. Oltre al danno la beffa, i lavoratori assunti a orario ridotto, con stipendi miseri e senza possibilità di traguardare l’indennità di disoccupazione, oppure a casa senza stipendio, con le campagne inaridite e gli impianti che necessitano di assistenza. Quando per la consegna/distribuzione dell’acqua il Commissario è stato costretto ad assumere gli operai stagionali, lo ha fatto riducendone il numero e le ore, con la conseguenza  che il servizio non è garantito e gli stessi operai vanno in giro per le campagne da soli, alla faccia delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. Ad un certo punto il Commissario ha deciso di rassegnare le dimissioni, non è dato sapere per quale motivo,  poi congelate. Non è dato sapere nemmeno: Cosa si stia facendo in merito al progetto di circa 9 milioni di euro che interessa il territorio di Capestrano, finanziato dal Ministero, ma al quale sembra che il Commissario non sia interessato; Per quale motivo il Commissario non ha aderito alla proposta di transazione  effettuata dall’Ente ed accettata da Banca Sistema, in merito alla possibilità di ridurre e rateizzare un debito. Invece è arrivata la sentenza che condanna il Consorzio a pagare subito; Per quale motivo da diversi mesi non vengono pagati gli stipendi ai dipendenti e non vengono pagati i fornitori. Ci risulta che la centrale idroelettrica di Capestrano è ferma da diversi mesi e non produce, con evidenti danni alle entrate del Consorzio; Nei giorni scorsi l’ultima notizia, dopo più di dieci giorni che il Commissario non si presenta nella sede del Consorzio, pare che abbia presentato nuovamente le sue dimissioni a decorrere dal 26.08. Sarà vero? Con una nota del 13.08 l’assessore Imprudente e un funzionario regionale che firma D’Ordine della Direttrice del Dipartimento, in dispregio di quanto stabilito dalla Legge Regionale 45/2019, facendo riferimento al DL 83/2020, indicano nella data del 21/02/2021 la data x le elezioni dei Consorzi. Tanto in evidente violazione della Legge regionale che disponeva che le elezioni si devono tenere massimo entro nove mesi, cioè novembre/2020, e soprattutto con una interpretazione assolutamente surrealistica del DL 83/2020, evidentemente non rendendosi conto che tra due settimane tutta l’Italia va al voto, per il referendum e per le amministrative.

 

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