POLEMICHE SULLO STREET FOOD, PER “OLTRE LA SARACINESCA” E’ “ASSEMBRAMENTO LEGALIZZATO”

L’associazione “Oltre la saracinesca” contro l’evento Street Food in corso da questo pomeriggio in centro storico. “Restiamo annichiliti, poiché, sebbene abbiamo ad oggi uno scenario locale in piena fase di rincorsa a tamponi, causa presenza di ben quattro focolai virali conclamati, viene autorizzata, oltre alle pregresse fiere Medioevali e dell’Assunta, ormai con ben tre settimane di grandi assembramenti, anche la manifestazione del calibro “Street Food”, che, oltretutto viene continuamente impostata in modi o modalità non eque, rispetto a tutto  il perimetro di corso Ovidio, per cui alcune zone sono lasciate al buio commerciale, creando così figli e figliastri. Su questa problematica sarà nostra cura cominciare a trattare, perché se è pur vero che siamo nati come comitato in emergenza Covid-19 a tutela dell’imprenditoria peligna, crediamo sia giusto cominciare a pensare di intervenire anche in altre criticità locali di carattere commerciale” afferma Venanzio De Panfilis, presidente dell’associazione. “L’associazione nata in emergenza Covid-19, a tutela degli esercizi pubblici e della comunità sulmonese, dopo qualche mese di impegno sul campo e di silenzio mediatico, ritiene opportuno dover far risentire la propria voce, vista l’attuale fase, che si sta dimostrando più delicata e subdola di quella della chiusura generale causa Covid-19” sottolinea il presidente. “Premesso che in linea di principio è a favore degli eventi, in quanto portatori di benessere e crescita della città, preme rimarcare che sia assolutamente infondato e contro ogni senso di giustizia, la tendenza a voler colpevolizzare quegli esercizi commerciali che, nonostante siano vitali e fondamentali per Sulmona, nell’ospitare cittadini e turisti, bar, ristoranti, pizzerie ecc…, spesso vengono additati quali potenziali untori di Covid-19.I dati parlano chiaro, i contagi sono di importazione e provengono da chi è andato in Paesi ad altro rischio contagio ed è tornato oppure da feste private, assembramenti di clan o similari” precisa De Panfilis. “Il “Comitato oltre la Saracinesca” intende alzare la voce chiedendo perché venga autorizzata una manifestazione quale “Street Food”, non in coerenza, sbilanciata e sproporzionata, rispetto alle restrizioni che invece vengono imposte per tutte le altre attività commerciali. Si palesa pertanto, oltre al trattamento diverso di pari doveri, riguardo alle norme di contenimento, non in linea col principio di equità, fra i fondamentali dell’attività della Pubblica Amministrazione, un potenziale innalzamento di esposizione al rischio contagio della popolazione e tanto da mettere in pericolo quel sottile equilibrio che si era riuscito a ritrovare, grazie al buon comportamento delle attività in essere. Così tutto verrebbe ad essere vanificato a causa della mera imprudenza organizzativa da parte degli organi preposti nel far rispettare le norme di distanziamento sociale Covid-19. Il Comitato pertanto denuncia tale situazione poiché potrebbe portare ad un nuovo blocco, magari anche se solo in zona rossa locale, ma molto grave, al punto da far morire definitivamente un commercio, ormai già allo strenuo delle forze psicologiche ed economiche” continua De Panfilis. “Come può un Comune, in piena emergenza con quattro focolai, in un piccolo centro come Sulmona, in un regime di ristrettezze a non finire con norme da rispettare al limite della praticabilità, da parte di ristoratori e addetti del settore, con stoltezza ed irresponsabilità, permettere e coadiuvare un’iniziativa intitolata “Street Food” che è palesemente un assembramento legalizzato da un ente istituzionale. I ristoratori sono obbligati a far firmare delle schede per la tracciabilità degli avventori, i locali notturni sono assediati da pattuglie e controlli asfissianti. C’è un decreto governativo che impone mascherine all’aperto: è interessante sapere come si possa mangiare, indossando la mascherina in una manifestazione di tale portata e priva di controlli….” conclude.