COGESA, SCIOLTO IL NODO DEL CONSUNTIVO MARGIOTTA CHIEDE “PACIFICAZIONE SOCIETARIA”

Alla vigilia della seduta del comitato per il controllo analogo, che dovrà esaminare la situazione del Cogesa e porre le basi per la gestione del prossimo futuro, l’amministratore unico Vincenzo Margiotta lancia un appello per la pacificazione societaria. Lo ha fatto questa mattina in conferenza stampa. “Cogesa non può continuare a subire le pressioni che sta subendo in questi ultimi mesi – ha detto Margiotta – sono pressioni che avranno ripercussioni non su di me ma sui soci e sui cittadini”. “Mi auguro che i soci, come tali e non per la giacchetta politica che indossano, favoriscano questa pacificazione – ha proseguito l’amministratore unico – quanto a me, se mi chiederanno di lasciare la gestione della società ne sarò contento, perché francamente sono anche stanco, sebbene la maggioranza dei soci si sia già espressa a favore di una mia conferma. Se quindi mi sarà chiesto ancora un impegno al servizio di Cogesa ci rifletterò”. Inoltre Margiotta ha ribadito la necessità che all’amministratore unico sia sostituito un consiglio d’amministrazione con tre componenti e che la società possa giovarsi dell’impegno di un direttore generale, prendendo tutti atto che l’amministrazione richiede anche una persona che l’affianchi, non potendo da sola esaurire tutti i compiti di gestione della stessa società. Intanto il conto consuntivo sarà depositato entro lunedì prossimo, dopo che è stato sciolto il nodo sulle somme indispensabili per la chiusura e post-chiusura della discarica. L’amministratore unico aveva espresso forti riserve sulla somma messa in conto di tre milioni e 200mila euro. Da questa obiezione mossa da Margiotta si è reso necessario il ricorso alla perizia effettuata da tecnici esterni alla società che hanno dato ragione allo stesso Margiotta, fissando la somma in 2 milioni e 500mila euro l’anno. Infine dopo l’operazione compiuta dal Noe dei carabinieri, con il sequestro dell’area del centro di raccolta rifiuti, il Cogesa ha chiesto al Comune il permesso a costruire in sanatoria, adempiendo alle prescrizioni dei militari e dell’autorità giudiziaria, allo scopo di rendere di nuovo agibile l’area entro fine agosto, arrivando al suo dissequestro.