CENTRO COGESA SEQUESTRATO, MULTE A RAFFICA E PROTESTE DEI CITTADINI

Raffica di multe per seicento euro ognuna, per decine di cittadini sulmonesi e del circondario, per aver depositato sacchetti di rifiuti urbani o speciali, ma non pericolosi, davanti all’ingresso dell’isola ecologica dopo che quell’area, lo scorso 17 giugno, venne sottoposta a sequestro giudiziario nel corso di un’operazione svolta dal Noe dei Carabinieri. “Abbiamo trovato il cancello chiuso ma ignoravamo che quell’area fosse sotto sequestro, né è stata collocata sul posto una qualsiasi indicazione sulla chiusura dell’isola e sul divieto conseguente di lasciare sacchetti di rifiuti davanti al cancello” si difendono i cittadini destinatari delle multe. Attraverso i filmati registrati dalle telecamere le forze dell’ordine hanno accertato l’identità dei trasgressori, partendo dal numero di targa dei loro automezzi. Più tardi a quei cittadini è stata notificata la contravvenzione e multa salata per “abbandono incontrollato di rifiuti su suolo pubblico”. “Non riteniamo giusto di essere stati multati per abbandono incontrollato dei rifiuti – protestano gli interessati – perché i rifiuti sono stati depositati in modo ordinato a ridosso del muro di cinta dell’isola ecologica, in attesa che gli addetti al servizio raccogliessero quei sacchetti”. “Anche la sanzione di seicento euro sembra eccessiva, sproporzionata alla presunta infrazione” sostengono i cittadini. Ora i multati hanno tempo un mese per presentare ricorso al presidente della Provincia, autorità competente in materia. Nel ricorso i cittadini dovranno fornire esposizione puntuale dei fatti, riguardo alla sanzione subita. “Speriamo vivamente che le multe siano annullate, trattandosi di infrazioni commesse in totale buona fede, non per una violazione volontaria delle norme – concludono i cittadini – sborsare seicento euro, soprattutto di questi tempi, è un peso non di poco conto. Il presidente della Provincia comprenderà che abbiamo operato senza nulla sapere del sequestro dell’area dell’isola ecologica, nè siamo stati messi nella condizione di conoscere i provvedimenti dell’autorità giudiziaria, mancando sul posto qualsiasi indicazione al riguardo”.