DIARIO DI SOLIMO: 21 LUGLIO 1902, TERRORE AD ALTA QUOTA

Altre volte si era esibito a Sulmona, durante la festa di S. Rocco, e ogni volta aveva strappato applausi agli spettatori assiepati in piazza Garibaldi con le sue acrobatiche evoluzioni. Ma quel 21 luglio 1902, di pomeriggio, per l’aeronauta Zambianchi da Forlì le cose non si misero bene. Ecco la cronaca fedele pubblicata
sul settimanale la Domenica del Corriere del 10 agosto successivo (anno IV, n. 32), che all’avvenimento dedicò addirittura la quarta di copertina, stupendamente illustrata dal mitico disegnatore Achille Beltrame: «(…) Egli gonfiò la mongolfiera alta quasi 25 metri, e quando la seta apparve ben tesa si attaccò ad
un trapezio sospeso al pallone e salì in aria facendo degli esercizi ginnastici. Fatalmente il pallone nello ​staccarsi dal suolo passò vicino alle fiamme del fuoco che aveva servito a gonfiarsi e si accese in un angolo. L’incendio si diffuse presto terrorizzando i curiosi che assistevano agli esercizi. Un frate s’inginocchiò levando le braccia, gli uomini gridavano, le donne – tra cui la povera moglie di Zambianchi – svennero. A qualche centinaio di metri d’altezza si vide il pallone discendere sopra la contrada La Ruccia. La popolazione esasperata si precipitò da quella parte nella persuasione di raccogliere un cadavere. Invece il pezzo di pallone rimasto avea servito di paracadute, quantunque delle 58 corde che sostenevano il pallone ben 56 si fossero bruciate. A pochi metri da terra l’aeronauta spiccò un salto cadendo in piedi, perfettamente incolume. Egli fu afferrato, baciato, portato in trionfo rientrando a Sulmona al suono di tre bande e seguito da 10.000 persone acclamanti. In verità può dire di averla scampata bella!».