SCONTRO A RAIANO TRA MAGGIORANZA E MOVIMENTO CIVICO, IL SINDACO: POLEMICHE ELETTORALISTICHE

E’ scontro a Raiano tra maggioranza e opposizione. Le tensioni paiono crescere con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative. Il gruppo di maggioranza, guidato dal sindaco Marco Moca, ritiene singolare che “alcuni autorevoli personaggi, che hanno amministrato il nostro paese per più di un decennio, ora si qualifichino, improvvisamente, come “civici”, quando, guardando il trascorso politico, risulta palese la loro militanza in quasi tutti i partiti di una certa area: PCI, PDS, DS, PD, LEU.  È da qualche mese, infatti, che leggiamo esternazioni da parte di un nuovo gruppo civico (davvero si può parlare di “nuovo”?). Nulla da eccepire sulla personale scelta dei partiti, anche se parlare ora di “appartenenza civica” sembra fuori luogo. Ma ormai siamo abituati a tutto, pure al fatto che basta darsi una verniciatura di “civico” e, improvvisamente, si cerca di provare a tornare politicamente immacolati”. “Ad ogni modo, la cosa strana è che alcuni autorevoli rappresentanti di questo movimento evidenzino il fatto che una percentuale della Tari non venga riscossa e che non sia stato fatto né si stia facendo nulla per combattere i morosi. Nulla di più falso!  Sono state messe in campo tutte le azioni previste dalla normativa: lettere bonarie, ingiunzioni di pagamento, solleciti, riscossioni coattive, rateizzazioni, pignoramenti presso terzi. Fare altro o di più non è possibile!” precisa la maggioranza. “È bizzarro, inoltre, che i rappresentanti di questo movimento affermino la possibilità che i residui attivi (vale a dire le mancate riscossioni) del nostro Comune possano generare un nuovo dissesto contabile. La cancellazione dei residui attivi è una procedura adottata dal nostro Comune dal 2008, che consente una corretta gestione del bilancio e non blocca la fase di riscossione di tali crediti, che permangono. Gli equilibri di bilancio sono salvaguardati dallo strumento del FCDE (Fondo Credito Dubbia Esigibilità) prima inesistente, che ha subito modifiche negli ultimi anni sulla modalità di calcolo.Il problema dei residui attivi è sempre stato presente nel bilancio comunale dai primi anni 2000. Infatti, al 31/12/2009, prima dell’ingresso delle nostre Amministrazioni, il totale, ai fini solo della TARI, era di 1.135.0000,00 euro. Oggi è di 673.000,00 euro. Quindi?” spiega la maggioranza, facendo notare che “nel totale dei residui attivi presenti al 31/12/2019 vengono conteggiate anche somme che rientrano naturalmente l’anno successivo (come ad es. addizionale comunale ecc., per un totale di oltre 200.000,00 euro puntualmente incassate successivamente rispetto alla predetta data)”. Nega la maggioranza che vi siano risultati negativi in bilancio, i cui accertamenti rispondono a verità e il ricorso agli anticipi di tesoreria è dovuto al fatto che, di norma, le ultime tranche di finanziamenti ottenuti (e noi ne abbiamo ottenuti diversi) vengono erogati solo dopo la rendicontazione, ossia a lavori conclusi, e, quindi, devono necessariamente essere anticipati…forse questo passaggio sfugge a chi era abituato a fare mutui! “Ci si accusa anche di inviare in ritardo gli accertamenti. Ad oggi si dovrebbe prendere in considerazione l’annualità 2015. A noi sembra ovvio il perché non sia stato effettuato: sicuramente a causa del blocco statale degli stessi, ma vorremmo anche ricordare a chi ha memoria corta o mistifica la realtà che al nostro ingresso (2010) ci siamo ritrovati da inviare ingiunzioni per gli anni che vanno dal 2001 al 2009, un ritardo decennale…imputabile a chi? Come mai? State sereni. Non c’è alcun pericolo. I dissesti avvengono quando non si onorano i debiti. E non è il nostro caso, in quanto il servizio di raccolta viene regolarmente pagato. E il nostro Comune, nonostante le difficoltà generali degli Enti Locali, onora i suoi impegni ed ha onorato anche i debiti delle precedenti Amministrazioni (formate dai rappresentanti di questo raggruppamento) che hanno lasciato in eredità ai cittadini di Raiano” continua la maggioranza ricordando chi ha amministrato in precedenza ha contratto mutui, dal 2000 al 2009, per 2 milioni e 540.455 euro. In conclusione, secondo la maggioranza, si è davanti solo a polemiche dal sapore elettoralistico.