SNAM, COORDINAMENTO NO HUB DEL GAS: PARTITA ANCORA TUTTA APERTA

“La partita Snam  è ancora aperta, sia sul piano legale che su quello politico”. A sostenerlo è il coordinamento No Hub del Gas, ricordando che “sul piano legale c’è ancora il ricorso del Comune dell’Aquila contro la sentenza negativa del TAR Lazio; ricorso che auspichiamo  venga presentato dal Capoluogo di Regione, dichiaratosi sempre contrario al progetto della Snam.  Inoltre, essendo la centrale di compressione al servizio del metanodotto, essa non potrà essere realizzata se prima non sarà rilasciata l’autorizzazione a costruire del metanodotto Sulmona – Foligno”. “Sul piano politico ci aspettiamo che dalle Istituzioni e dai partiti del territorio vengano messe in atto tutte le possibili iniziative affinchè il Governo nazionale azzeri un progetto che non è assolutamente sostenibile né per il fabbisogno di gas del nostro Paese né per gli obblighi assunti dall’Italia a livello internazionale per la difesa del clima e il conseguente abbandono delle fonti fossili, gas compreso. Il progetto della Snam è stato concepito prima del 2005, ma si può ben dire che appartiene al secolo scorso. In 15 anni tutto è cambiato. Allora si pensava che il gas potesse avere un futuro. Oggi il metano, inquinante e molto pericoloso come gas serra (80 volte più climalterante della CO2) è un residuato del passato. La terza rivoluzione industriale sarà interamente basata sulle energie rinnovabili” precisano ancora gli ambientalisti. Il coordinamento  No Snam chiede “come primo provvedimento, la immediata riapertura da parte del Ministero dell’Ambiente della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, in ragione delle tante  novità emerse rispetto a 10 anni fa (il decreto V.I.A. risale al 7 marzo 2011), tra cui l’incompatibilità della centrale con la tutela dell’Orso bruno marsicano, specie protetta ad altissimo rischio di estinzione, la cui assidua presenza nell’area della centrale è stata dimostrata scientificamente da parte del Parco nazionale della Majella”. “Il Consiglio di Stato, facendo proprie le affermazioni della Snam  secondo cui il progetto  sarebbe “strategico”, scrive che  senza la sua realizzazione vi sarebbe addirittura “un potenziale danno per l’interesse pubblico nonché per la collettività dei cittadini” . Una tesi, quella della presunta strategicità, mai dimostrata né dimostrabile perché l’Italia non ha bisogno di nuove infrastrutture del  gas : quelle esistenti non solo sono sufficienti ma sono sovradimensionate rispetto alle necessità interne. Basti dire che nel 2005 si consumavano in Italia oltre 86 miliardi di metri cubi di gas. Oggi se ne consumano 75 miliardi e nel 2030  60 miliardi, secondo le previsioni dello stesso Governo italiano (vedi Pniec, piano energetico integrato energia e clima).  Perché la Snam su questo, come del resto su tanti altri punti, non ci ha mai risposto? – continuano gli ambientalisti – E se il progetto è “strategico”, come dice la Snam e ripete il Consiglio di Stato, perché non è mai stata fatta la Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.)?  Il Consiglio di Stato sostiene che la V.A.S.  non si doveva fare solo perché il procedimento è stato avviato nel 2005, prima dell’introduzione della V.A.S. che è del 2007. Tesi, questa, assurda perché è come dire che la centrale può essere realizzata con le norme edilizie ed antisismiche di 15 anni fa! Le sentenze con cui il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi del Comune di Sulmona e della Regione contengono affermazioni paradossali. Si sostiene che l’applicazione del principio di precauzione “non si può fondare sull’apprezzamento di un rischio puramente ipotetico, fondato su mere supposizioni  non ancora verificate”.  Costruire una centrale, in un’area ad altissima sismicità, certificata scientificamente dall’INGV, sarebbe “un rischio puramente ipotetico” ?

                                                                                     



One thought on “SNAM, COORDINAMENTO NO HUB DEL GAS: PARTITA ANCORA TUTTA APERTA

  • 16 Luglio 2020 in 08:27
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    Prometto solennemente di non esprimere più giudizi in merito. Mi sembra però opportuno puntualizzare l’ultimo capoverso della vostra nota, dove si cita l’INGV. Forse i miei concittadini non sanno che tutti i progetti di metanodotti realizzati in oltre 50 anni dalla Snam, sono corredati da studi di geologi e, soprattutto, dalle planimetrie aggiornate delle aree o zone sismiche da parte dell’INGV. Certificare l’esistenza di un’area “sismica”, anche se fatta dall’INGV, non vuol dire assolutamente che è pericoloso realizzare un metanodotto. Vedasi i vari terremoti in Abruzzo, non ultimo quello del 6 aprile 2009 a L’Aquila, quello successivo ad Amatrice, ecc. dove vi sono metanodotti. Senza parlare del Giappone, nazione altamente sismica, dove non esiste un solo caso di un metanodotto distrutto o lesinato da un sisma.

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