PERCHÈ IL REDDITO DI CITTADINANZA NON UCCIDA QUEL POCO DI DIGNITÀ E FIDUCIA RIMASTI

di Angelo D’Aloisio

Il reddito di cittadinanza è uno strumento messo in atto dal governo per alleviare il disagio economico dei cittadini italiani che hanno difficoltà economiche e indigenza, finalizzato all’ingresso o al reintegro nel mondo del lavoro dei cittadini beneficiari.
Oltre la figura dei “navigator”, persone preposte alla ricerca del lavoro per i beneficiari del “reddito”, la legge fornisce la possibilità ai comuni di utilizzare i percettori per lavori di pubblica utilità quali manutenzione del verde pubblico, custodia poli culturali e facchinaggio.
Dagli ultimi dati i percettori del reddito nella zona sono superiori alle cento unità ma di progetti e convenzioni con i comuni si hanno pochissime tracce se non nulle.
Era il 6 settembre 2019 quando l’assessore allora in carica  alle politiche sociali  del Comune di Sulmona Pierino Fasciani annunciava della firma della convenzione con il Ministero dichiarando testualmente   “Con la convenzione, che sarà firmata tra il Comune di Sulmona, in qualità di Ente capofila dell’Ambito Sociale Distrettuale n 4 Peligno, e il Ministero del Lavoro, prendono il via le attività riguardanti il Reddito di Cittadinanza riferite agli Enti d’Ambito”. Purtroppo da allora non si hanno più notizie a riguardo.
In questo momento di difficoltà i percettori del reddito potrebbero essere impiegati per risolvere il problema della manutenzione del verde cittadino, per l’apertura degli spazi culturali chiusi oppure, perché no, per portare le merci in arrivo nei negozi  all’interno dell’Area Pedonale Urbana della città di Sulmona. Si potrebbe partire con un progetto pilota in questo senso per poi, creare cooperative di servizio che diano loro stabilità lavorativa.
A onor del vero nella circolare del ministero del Lavoro del 27 marzo 2020 si dice che sono state sospese per due mesi le attivazioni e l’obbligo di partecipare a Progetti Utili alla collettività (PUC), ma ripetiamo che ad oggi non vi è traccia della presentazione di questi progetti.
Queste sono solo ipotesi su come poter impiegare i percettori del “reddito di cittadinanza” che ricordiamo è nato per dare dignità a tutte quelle persone con difficolta economiche e non per lasciare a casa su un divano, togliendogli anche quel poco di dignità e fiducia che gli era rimasta.