BUONI SPESA, LA MINORANZA DI INTRODACQUA PROTESTA

Chiede chiarimenti e piena trasparenza amministrativa al sindaco Cristian Colasante, la minoranza consiliare al Comune di Introdacqua, sull’assegnazione dei buoni spesa alle famiglie bisognose. I consiglieri comunali Salvatore Esposito e Livio Susi sottolineano che non era loro intenzione “intervenire su un argomento “delicato” come questo, per non generare inutili polemiche e solite interpretazioni improprie da parte degli amministratori”. Ma “vista la gravità degli eventi” i consiglieri di minoranza “si sarebbero aspettati un “contatto” da parte del sindaco per una collaborazione della minoranza, per il bene del nostro paese, purtroppo va constatato, anche in queste situazioni emergenziali che, ad Introdacqua, prevalgono altre logiche e non il buon senso”.  “Su segnalazione di molti cittadini, per la doverosa azione di controllo amministrativo, non possiamo restare in silenzio – affermano Esposito e Susi – In particolare, va fatto notare che l’avviso pubblico e disciplinare per la concessione del buono spesa”, pubblicato sul sito comunale il 4 aprile 2020, riporta espressamente all’art. 2, punto c) per “buono spesa”, il titolo è spendibile nell’unico esercizio commerciale del Comune di Introdacqua e, solo limitatamente ai prodotti alimentari e, per l’igiene della prima infanzia, presso l’unica locale farmacia. Inoltre, si specifica che, “I buoni devono essere spesi entro 14 giorni dalla data di consegna, presso il punto vendita indicato o la farmacia, pena la nullità degli stessi.” “Gli amministratori, oltre al ”disciplinare” ed allo schema di domanda, avrebbero dovuto pubblicare “un bando per le attività” e, per correttezza, richiedere una manifestazione di interesse a “tutti gli esercizi” presenti nel territorio comunale. In realtà sono talmente pochi che si contano sulle dita di una mano” precisa la minoranza. “Tutto ciò non è accaduto e, al contrario, come espressamente disposto, bisognerà effettuare gli acquisti dei beni, pena nullità dei buoni, esclusivamente “nell’unico esercizio” arbitrariamente indicato (non si comprendono i criteri di scelta adottati) dagli amministratori” accusano i consiglieri.“Purtroppo è nostro dovere rappresentare al sindaco – forse non a conoscenza o dimenticatosi – che esistono anche altri esercizi per la vendita di beni alimentari, in paese e nella contrada, “estromessi inspiegabilmente” senza alcuna motivazione”. Questo non è corretto. Tutto ciò va rappresentato, senza sollevare polemiche, soprattutto in questo difficile momento, ma soltanto per far si che, cittadini ed esercenti, siano trattati allo stesso modo, tutti di serie A. Tuttavia, anche per questo non mancheranno gli attacchi strumentali alla minoranza, sempre “colpevole” di cercare di fare azioni a tutela di tutti, rappresentando errori nella gestione della cosa pubblica”. “Oltre alle proclamazioni alla stampa e le tempestive comunicazioni sui “social”, auspichiamo maggiore rispetto nei confronti di tutti, soprattutto dell’azione della minoranza, capace di fornire aiuto e collaborazione, ma sempre bistrattata, esclusivamente per cercare di evitare queste palesi iniquità” concludono Esposito e Susi, sottolineando infine che “i 14.189,99 euro, stanziati dal governo al Comune di Introdacqua, per le esigenze dei cittadini bisognosi, dovranno essere correttamente rendicontate, nel rispetto della “privacy”, ma nella totale trasparenza e con giusti criteri di assegnazione. Chiederemo, comunque, contezza su tutto ciò che l’amministrazione sta ponendo in essere per la gestione di questa emergenza, sempre e soltanto, per la tutela dell’intera collettività”.