CORONAVIRUS, LA MAGISTRATURA STIA FUORI DA OSPEDALI E CASE DI RIPOSO!

La curva dei contagi sta  lentamente scemando sicchè, come i primi raggi di sole che filtrano al capezzale di un malato e disegnano sul suo volto sprazzi di vitalità, ridesta in noi tutti un lieve sentimento di gioia che quasi sconfina nella esultanza. Giorno dopo giorno, bollettino dopo bollettino, ci sentiamo via via rinfrancati e assaporiamo un gusto tenue della vita quale non ci è mai stato familiare. Al di là di ogni nostra capacità, sia essa di potere, economica o intellettuale, ci ritroviamo allo stesso livello. Questo virus ci ha resi tutti uguali. Un’ombra, tuttavia, vaga nel cielo semiterso illustrato da virologi e rianimatori  la quale comincia ad infettare questa aria umile che stiamo assaporando dopo un mese di restrizioni e costrizioni.  E’ quella appena percepita dagli animi attenti all’evolvere dei tempi e alla analisi delle circostanze più che al timore del contagio: La Magistratura. E’ di qualche giorno fa la notizia che siano state inoltrate anche qui, come in altre parti d’Italia, querele per risarcimento contro il sistema  assistenziale  sanitario.  Viene da immaginare i procuratori della nostra Repubblica, non tutti però, cacciare il musetto avanti dopo averlo tenuto per oltre trenta giorni al riparo della siepe, magari coperto dal nero della toga per sfuggire il Covid19.  E farlo spuntare, ora, con insistenza e forse con arroganza a pericolo scampato, dando fiato magari alla pletora di avvocati e alle loro minacciate “Class action” contro medici, infermieri, ospedali e case di cura. Si avverte in quella nuvola, che diventa più grande come il contagio scende, una ritrovata smania di protagonismo ed esibizionismo. Viene da pensare, invece, che la pretesa di milioni di italiani sia che la Magistratura stia fuori dalle vicende di questa storia tragica dalla quale stiamo riemergendo grazie a medici, infermieri, direttori di ospedali, primari di medicina, dirigenti di laboratori e farmacisti. Molti di costoro ci hanno rimesso la vita per impedire che fosse sacrificata anche la nostra. E per questo si auspica  che la magistratura non finisca nella rete dei tanti studi legali pronti ad ingrassare le loro entrate sulla pelle magari di vittime inermi e di soldati indifesi. I reati sono reati e la giurisdizione ha i suoi  sterminati campi di esplicazione  senza avere necessità di inseguire a posteriori fantasmi: cioè creare senza criteri una storia contro i camici bianchi. La magistratura stia fuori dalle corsie, al virus ci pensano medici e infermieri. Luigi Liberatore.

                                                                                                                                                                   



2 thoughts on “CORONAVIRUS, LA MAGISTRATURA STIA FUORI DA OSPEDALI E CASE DI RIPOSO!

  • 6 Aprile 2020 in 19:30
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    bene,benissimo per gli addetti,loro non hanno colpe ,anzi combattono a mani nude,non hanno nulla,manca di tutto e’ di piu’,nella totale disorganizzazione,caos,inefficienza,incapacita’,inefficacia,,ecc,ecc oltretutto nella totale negligenza gestione pazienti,con ospedali non piu’ idonei ,impossibilitati all’assistenza degli stessi…le responsabilita’? Dei manager,generali che messo il cappello credono di essere Napoleone,le negligenze sono punite dalle disposizioni,quindi devono essere accertate,un dovere,un obbligo delle autorita’ di controllo e verifica,sotto gli occhi di tutti la cialtroneria ,l’inutilita’ dei vari boss e sotto boss,quindi da punire,come le Leggi ordinano,o no?

  • 6 Aprile 2020 in 18:42
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    Luigi bravo, bravo, bravo

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