CGIL, CISL E UIL: PREOCCUPAZIONE PER OSPEDALE E CLINICA SAN RAFFAELE, VANNO ACCERTATE RESPONSABILITA’

 “Profonda preoccupazione e disappunto in merito a ciò che sta accadendo nelle strutture sanitarie della Valle Peligna, ospedale dell’Annunziata e Casa di Cura San Raffaele, rispetto a ciò che, come avevamo già avuto modo di dichiarare, altro non è che una catastrofe annunciata e, purtroppo, prevedibile”. A pronunciarsi sono i sindacati Cgil, Cisl e Uil, che annunciano azioni verso quei “soggetti che avrebbero dovuto vigilare e contrastare  il propagarsi della pandemia”, evitando la situazione drammatica nella quale stanno precipitando la città e il comprensorio e  precisando subito che appare “inaccettabile che di fronte ad una situazione così complessa, nessuna interlocuzione formale è avvenuta in tutto questo periodo di emergenza, infatti ogni informazione viene esclusivamente appresa dagli organi di stampa”. “Nonostante il presidio ospedaliero di Sulmona sia stato identificato come Ospedale No covid e ciò viene confermato anche dalle dichiarazioni pubbliche rilasciate dal sindaco di Sulmona, dal Direttore generale della Asl ovvero dalla stessa Regione Abruzzo, nel reparto di Rianimazione dell’ospedale risulta siano ancora ricoverati 4 pazienti affetti da Covid-19” osservano i sindacati. “A tal proposito ricordiamo le dichiarazioni rilasciate dalle suddette istituzioni con le quali si rendeva noto che detti pazienti sarebbero stati dimessi o trasferiti entro mercoledì scorso permettendo così all’Ospedale peligno di tornare ad essere No Covid” continuano Cgil, Cisl e Uil, spiegando però non che siano contrari alla cura da dare ai malati covid ma ribadendo l’inadeguatezza e incompletezza delle condizioni dell’ospedale di Sulmona per accogliere in sicurezza i pazienti colpiti dal coronavirus, tutelando quindi la salute del personale sanitario e degli altri pazienti e utenti della struttura ospedaliera. Un fatto che è sembrato passare spesso in secondo piano, in questi giorni, esponendo le persone a rischi assai gravi. “Ricordiamo, infatti, che i presidi ospedalieri più vicini al territorio peligno sono quello di Avezzano e Chieti e ciò rappresenta una enorme criticità rispetto agli eventuali tempi di percorrenza che dovrebbero essere affrontati in caso di urgenza. Inoltre da non sottovalutare è il fatto che non sempre le ambulanze sono a disposizione per i trasporti, atteso che le stesse, dopo essere state utilizzate per il trasporto di pazienti potenzialmente positivi al coronavirus, debbano essere sanificate prima del loro riutilizzo” aggiungono i sindacati. Sulla Casa di Cura del San Raffele, “fermo restando che andranno verificate le responsabilità rispetto ad un ingenerarsi di un focolaio all’interno della struttura e di conseguenza nell’intero territorio, atteso peraltro che i lavoratori fino a quando la situazione non è emersa in tutta la sua gravità hanno continuato, loro malgrado, a svolgere tutte le azioni quotidiane anche con contatti con i loro familiari, riteniamo che la situazione va affrontata senza ulteriori indugi e che i lavoratori, i pazienti, e di conseguenza l’intera comunità Peligna, venga messa immediatamente in sicurezza”. “A tal proposito non va sottovalutato il fatto che la paziente proveniente da Bergamo, dalla quale sembrerebbe sia partito il focolaio, e ricoverata presso la casa di cura privata, è stata sottoposta a visite anche all’interno dell’Ospedale con contatti con i lavoratori di quest’ultimo e pertanto riteniamo necessario ricostruire tutto il percorso ed i contatti avuti anche con i lavoratori ospedalieri per effettuare i tamponi e verificare, prima che sia troppo tardi, la eventuale positività, che noi tutti scongiuriamo, di questi ultimi” proseguono Cgil, Cisl e Uil, che chiedono test preventivi ai soggetti potenzialmente esposti al contagio e le opportune azioni di isolamento del rischio.