“L’ABRUZZO FUORI DAL COVID A PASQUA”, E’ LA PREVISIONE DELL’ISTITUTO EINAUDI

Una data fa adesso sperare gli abruzzesi: quella dell’11 aprile, che è poi la vigilia di Pasqua. Secondo una ricerca dell’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief) quella sarebbe la data indicativa di u grande sospirato traguardo: l’azzeramento del contagio da coronavirus nel territorio regionale. Negli stessi giorni anche Veneto e Piemonte potrebbero collocarsi fuori dalla zona-contagio. Nessuna certezza assoluta, sia chiaro, perchè si tratta solo di previsioni elaborate in base ai dati attuali. L’Einaudi Institute for Economics and Finance (Eief), un centro di ricerca universitaria di Roma sostenuto dalla Banca d’Italia ma del tutto indipendente, ha avviato  in questi giorni questo lavoro di ricerca. L’obiettivo del lavoro è quello di formulare prime proiezioni attendibili sulla data nella quale l’Italia arriverà alla frontiera di quota zero nei contagi. La base statistica è costituita dai dati forniti ogni giorno alle 18 dalla Protezione civile ed è stimando le variazioni quotidiane e la loro evoluzione nel tempo che l’Eief formula le proprie ipotesi. Il lavoro è affidato a Franco Peracchi, affiliato anche alla Georgetown University e all’Università di Tor Vergata e verrà rivisto e ripubblicato ogni sera sul sito dell’Eief dopo gli aggiornamenti della Protezione civile. Alcune regioni sembrano decisamente più avanti di altre nel contenere l’epidemia e raggiungere l’obiettivo del giorno-zero, quello in cui nessun nuovo contagio verrà constatato dai test. In Trentino-Alto Adige quella soglia dovrebbe essere raggiunta già il 6 aprile, in Basilicata il giorno successivo, in Valle d’Aosta il giorno 8 aprile, mentre in Puglia ci si dovrebbe arrivare il 9 aprile. Per le regioni più segnate dal covid-19 potrebbe passare un po’ più di più tempo. Infatti il Veneto arriverebbe al giorno-zero il 14 aprile, la Lombardia il 22 aprile e l’Emilia-Romagna il 28 aprile. Per il Lazio la direzione di marcia indica un obiettivo al 16 aprile, pochi giorni prima di Calabria e Campania. Ultima la Toscana, la regione dove la curva si sta piegando più lentamente, con una soglia prevista appunto al 5 maggio. Va tenuto presente però che i dati sulle singole regioni sono soggetti a forti revisioni di giorno in giorno, perché un numero relativamente ridotto di nuovi casi può far variare di molto le previsioni. Per questo va seguita soprattutto la tendenza nazionale, fondata su una base di dati più vasta, ed essa oggi indica l’orizzonte di maggio anche se si tiene conto di possibili valori fuori dalla norma che potrebbero arrivare nelle prossime settimane.