GLI CAMBIANO UNA VOCALE AL COGNOME E RESTA SENZA CASA

Gli cambiano il nome sul certificato di successione e resta senza la casa che aveva ricevuto in eredità, che viene venduta all’asta senza che lui possa far valere i suoi diritti per poterla riacquisire. È l’incredibile storia che vede coinvolto un artigiano di Sulmona, Giancarlo Marcelli e che riporta oggi il quotidiano Il Centro in un articolo di Claudio Lattanzio. L’uomo ora minaccia azioni eclatanti per tornare in possesso di ciò che ritiene gli spetti di diritto. Tutto ha inizio con la trascrizione della sentenza emessa dal tribunale di Sulmona nel novembre del 2015 in cui viene assegnata a Marcelli Santroni Giancarlo la proprietà della villa a due piani in viale della stazione a Sulmona, avuta in eredità quale legittimo erede di Emma Santroni che lo aveva adottato come figlio della quale prende anche il cognome. Nella stessa sentenza il tribunale aveva imposto a Marcelli il pagamento di 155 mila euro a favore degli altri due eredi Alessandro Giannotti e Annamaria Pellegrini. Somma che Marcelli contava di pagare accendendo un mutuo con un istituto di credito o attraverso un conoscente che si era detto disponibile ad aiutarlo. La sorpresa è arrivata con la richiesta della visura catastale dove Giancarlo Marcelli non risultava proprietario di alcun immobile. Nel trascrivere l’atto di proprietà infatti,  qualcuno ha cambiato una vocale nel cognome trasformandolo da Marcelli a Mercelli. Uno sbaglio che oltre a togliere la proprietà all’artigiano, gli ha precluso la possibilità di poter accedere al mutuo e quindi poter pagare la metà della casa così come era stato stabilito dal tribunale. A seguito del ricorso presentato dagli altri due eredi il tribunale di Sulmona, il 20 febbraio scorso, ha ordinato la vendita senza incanto con modalità telematica sincrona mista della villa di viale della stazione, delegandone l’effettuazione al notaio Massimiliano Spartano di Pratola Peligna.