FURBETTI DEL CARTELLINO, INIZIATO IL PROCESSO PER SEI DIPENDENTI COMUNALI

È iniziato con un rinvio il processo a carico dei sei dipendenti comunali accusati di essersi assentati durante l’orario di lavoro. Davanti al giudice sono comparsi Marco Chiavari, Giovanni Del Signore, Stefano Pezzella, Venanzio Piccoli, Mirella Santilli e Felicia Vanacore che facevano parte della lunga lista di 48 dipendenti comunali finiti originariamente  nel libro degli indagati a seguito dell’inchiesta avviata dalla guardia di finanza di Sulmona sull’assenteismo. Lo riporta oggi il quotidiano Il Centro in un articolo di CLAUDIO LATTANZIO.  Il giudice Concetta Buccini ha infatti disposto il rinvio dell’udienza al prossimo 12 marzo quando saranno ascoltati i primi sette testimoni convocati dal pubblico ministero. Si tratta degli uomini della guardia di finanza che hanno portato avanti le indagini per oltre un mese e mezzo, monitorando tutti gli spostamenti dei dipendenti comunali durante l’orario di lavoro. E davanti al giudice dovranno ricostruire propio i passaggi più delicati riferendo i particolari e le modalità di come sono state portate avanti le indagini  dal momento dell’istallazione delle telecamere, ai pedinamenti e alle contestazioni finali. A tutti i sei dipendenti comunali vengono contestati i reati di falso e truffa ai danno dello Stato.  Sempre per quanto riguarda l’inchiesta penale restano in sospeso alcune posizioni per le quali la procura ha chiesto l’archiviazione e si è ancora in attesa delle decisioni del Gip, il quale decidere se accogliere la proposta della procura o se rimandare gli atti al pubblico ministero disponendo nuove indagini. Anche se l’impressione è che le scelte siano ormai state fatte e che dei 48 dipendenti originariamente finiti sotto inchiesta, solo sei subiranno il processo penale. Per quanto riguarda il filone contabile si è in attesa della sentenza dei giudici della Corte dei Conti che dovrebbe essere depositata in questi giorni. Su questo fronte è  in gioco la posizione di 18 dipendenti chiamati a risarcire, a vario titolo, 275.584 euro di cui 215 mila per danno all’immagine dell’ente, 50 mila euro per danni da disservizio e 10.584 per indebita retribuzione. Per quanto riguarda l’inchiesta disciplinare dei 24 dipendenti coinvolti l’unico al momento ad avere impugnato il provvedimento è Stefano Pezzella, che ha avuta la sanzione più severa con il licenziamento in tronco dal posto di lavoro. Per l’avvocato Alberto Paolini che assiste Pezzella, “il provvedimento è da annullare perché notificato fuori tempo massimo dal momento che gli addebiti disciplinari sono arrivati con due anni e mezzo di ritardo rispetto ai fatti contestati”.