A 101 ANNI VIENE CHIAMATA DALLA ASL A SOSTENERE I VACCINI, “MA SOLO SE ACCOMPAGNATA DAI GENITORI”

Dalla Asl invitano i genitori a far effettuare i vaccini alla figlia e non si accorgono che la “bambina” ha quasi 101 anni. È l’incredibile vicenda che vede al centro della storia Carmela Di Fiore, un’arzilla vecchietta residente a Sulmona che solo pochi mesi fa ha festeggiato il secolo di vita. La nonna gode di ottima salute e secondo i figli non ha assolutamente bisogno di essere vaccinata, nemmeno contro il coronavirus o la normale influenza che ogni anno perseguita soprattutto gli anziani. Ma la Asl la pensa in maniera diversa. La lettera, firmata dal coordinatore locale del servizio di igiene, epidemiologia e sanità pubblica di via Gorizia con l’invito a sostenere i vaccini, è stata inviata a metà del mese di gennaio e recapitata a casa dell’anziana. I figli con grande stupore hanno aperto e letto la missiva e dopo un primo momento di incredulità hanno capito che era tutto frutto di un errore. “È davvero strano che in un periodo in cui ogni cosa è computerizzata e calcolata in ogni sua sfaccettatura succedano ancora queste cose”, affermano i familiari dell’anziana. “scambiare una centenaria per una bimba di pochi mesi è davvero grave. E questo spiega come a volte succedano degli scambi di persona che possono creare danni e conseguenze a chi vi rimane coinvolto”. Con la lettera tra le mani i parenti si recheranno negli uffici della Asl di via Gorizia per far presente l’errore e chiedere ai dirigenti l’immediata rettifica. Soprattutto per evitare che alla prossima campagna sanitaria dedicata al vaccino, Carmela Di Fiore possa essere di nuovo chiamata a sostenere nuovi vaccini. Non è la prima volta che si verificano queste sviste che in alcuni casi hanno portato a conseguenze molto gravi come lo scambio di analisi del sangue tra pazienti. Oppure persone ormai defunte da anni, considerate ancora vive e chiamate a sostenere i controlli o esami  per il rinnovo dell’invalidità o di accompagnamento. L’ennesimo esempio di come la burocrazia, a volte, possa provocare clamorosi errori che costituiscono un pesante costo sia per lo Stato che per i diretti interessati.

 

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