IL PIAZZALE DELL’EREMO DI S.ONOFRIO IN COMPLETO ABBANDONO

È uno dei luoghi che tutto il mondo ci invidia. Un luogo dello spirito e della storia sulle pendici del Monte Morrone, dove il Re di Napoli Carlo d’Angiò e il figlio Carlo Martello si inerpicarono fino a raggiungere la grotta dove viveva Celestino V e scortarlo con il corteo Reale fino a L’Aquila dove fu incoronato Papa. Un luogo che potrebbe essere il fulcro di un turismo religioso che porterebbe ricchezza ed economia all’intero territorio e che invece versa nel più totale abbandono, nonostante turisti, escursionisti e pellegrini continuino tutti i giorni a frequentarlo. Il punto ristoro è chiuso ormai da anni per un contenzioso sugli usi civici che il Comune non ancora riesce a risolvere e la piazzola con i gazebo e il parco giochi è diventata addirittura pericolosa e pericolante. Tanto che i vigili del fuoco allertati da uno dei tanti turisti che continuano a salire ogni giorno fin sull’Eremo hanno effettuato un sopralluogo per verificare la situazione apparsa davvero pericolosa. I gazebo in legno che coprono i tavoli e le panche utilizzati per trascorrere momenti di relax e ristoro sono cadenti. Il vento e le intemperie ne hanno minato le piccole travi che li sorreggono tanto da piegarsi pericolosamente da un lato. Al termine del sopralluogo i vigili del fuoco hanno isolato la zona con un nastro biancorosso di quelli che vengono utilizzati anche nei cantieri per segnalare il pericolo. Troppo poco, perchè già dal giorno successivo i nastri erano già spariti dalla maggior parte dei gazebo. “Non è possibile che il Comune continui a far finta di niente lasciando questo luogo che potrebbe essere un grande tesoro per la città, nel più completo abbandono”, protestano alcuni residenti della frazione della Badia. Ed è proprio grazie ad alcuni volontari che la situazione non è ulteriormente peggiorata. “Se l’Eremo resta aperto e curato è grazie a un anziano di Fonte d’Amore che tutti i giorni, con la pioggia, con il sole e con la neve sale fin lassù per consentire ai turisti e ai pellegrini di poterlo visitare. Se si ammala nessuno lo sostituisce e l’Eremo resta chiuso – sottolineano i volontari – Tutto questo non è concepibile. Chiediamo che il Comune si attivi immediatamente per ripristinare una situazione di piena sicurezza nel piazzale del punto ristoro e in prospettiva elabori un progetto per la valorizzazione di questi meravigliosi luoghi”.