PROCESSO ANZINI, NARDELLA: VICINI AI FAMILIARI PERCHE’ SIA FATTA GIUSTIZIA

“La Uil PA Polizia Penitenziaria di Sulmona da me rappresentata non farà mancare il suo sostegno, seppur morale, alla famiglia Anzini in occasione del processo che si celebrerà domani”. A parlare è Mauro Nardella, segretario territoriale della Uil Penitenziari, esprimendo solidarietà alla famiglia dell’appuntato scelto dei Carabinieri, Emanuele Anzini, travolto ed ucciso in provincia di Bergamo, da un trentacinquenne alla guida in stato di ebbrezza, che domani comparirà in giudizio, nel Tribunale di Bergamo. “Il rito processuale scelto su richiesta dell’accusato sarà quello abbreviato. Questo porterebbe ad una sentenza  con lo sconto immediato di pena pari ad  un terzo di quella edittale se l’imputato, accusato di  omicidio  stradale e guida in stato di ebbrezza, venisse condannato – precisa Nardella – Non possiamo certo mettere in discussione il codice di procedura penale il quale, ovviamente, consentendo questo tipo di scelta, non può che essere rispettato. Tuttavia ci dispiace tantissimo venire a conoscenza, pur rispettando la sacralità della scelta fatta dall’Avvocatura dello Stato, della mancata concessione all’Arma dei Carabinieri della costituzione di parte civile”. “A modo nostro e così come fatto a novembre scorso ricordandone la memoria  in occasione della commemorazione delle Vittime del dovere nel piazzale del carcere ad esso dedicato, non smetteremo di rimarcare l’elevato valore umano che vorremmo fosse eternamente assicurato al ricordo dell’ appuntato Anzini – conclude il segretario Uil Penitenziari – soprattutto, che il suo martirio possa finalmente fungere da ispirazione nei confronti di chi il codice della strada lo vede come carta straccia”.


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