PARCO MAIELLA: ECCO PERCHE’ CENTRALE E GASDOTTO SNAM INCOMPATIBILI CON NOSTRO TERRITORIO

La costruzione della centrale Snam a Case Pente e il gasdotto sono incompatibili con un’area di fondamentale importanza per la tutela della fauna protetta, in particolare dell’orso bruno marsicano, sulla quale l’Unione Europea ha investito in Abruzzo circa 10 milioni di euro. E’ questa l’essenza del dettagliato documento predisposto redatto da zoologi e botanici dell’ente Parco nazionale della Maiella, su richiesta del Comune di Sulmona ed illustrato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che gli ambientalisti del coordinamento No Hub del Gas hanno tenuto a Pescara. “Il progetto della centrale – scrive il Parco – è localizzato su una delle porte di accesso al Parco Nazionale della Majella e, con il tratto di metanodotto che attraversa la valle Peligna, interessa un’area limitrofa a ben cinque zone speciali facenti parte della Rete Natura 2000, al centro delle aree protette abruzzesi in un’area che funge da cuscinetto e corridoio faunistico tra esse, nel territorio di A.P.E. (Appennino Parco D’Europa) di cui l’Abruzzo è Regione capofila e firmataria della Convenzione degli Appennini”. Il coordinamento ha ribadito al Ministero dell’Ambiente la necessità di predisporre una nuova procedura sia per la valutazione di impatto ambientale che per la valutazione di incidenza ambientale e di fermare la procedura in corso relativa all’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) e sottoporre l’intero piano nazionale dei gasdotti alla Valutazione Ambientale Strategica, che, incredibile a dirsi, non è stata mai effettuata per evitare di far emergere quello che tutti i dati dicono: “L’inutilità dello sviluppo di nuovi gasdotti e centrali in presenza di una sovracapacità già installata e della necessità di non sviluppare ulteriormente opere fossili che dovranno vivere fino al 2070, visto che oggi dobbiamo da subito affrontare il cambiamento climatico”. ”Nel corso del 2019 ben 5 differenti individui di Orso bruno marsicano hanno utilizzato l’area durante il periodo estivo, attratti dalle abbondanti risorse trofiche disponibili in sito per la specie”- si legge ancora nella relazione del Parco- “i dati del monitoraggio sulla specie condotti dal personale afferente al Parco Nazionale della Majella, ai Carabinieri Forestali e alla Regione Abruzzo, effettuati nell’ambito della “Rete di monitoraggio dell’Orso bruno marsicano”, istituita dal Ministero dell’Ambiente, hanno dimostrato inequivocabilmente l’importanza dell’area come sito di alimentazione, in particolare nei mesi estivi e in quelli precedenti il periodo del letargo”.



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