DETENUTO TENTA IL SUICIDIO, SALVATO DA POLIZIOTTI PENITENZIARI

Un detenuto abruzzese 40enne ha cercato di suicidarsi lo scorso 10 gennaio nel carcere di Chieti legandosi una corda rudimentale al collo, ma è stato prontamente salvato dagli agenti in servizio e condotto in emergenza al pronto soccorso di Chieti. Il mattino seguente mentre era ancora piantonato in una stanzetta del pronto soccorso ha aggredito la polizia penitenziaria ma gli agenti sono riusciti ad evitare il peggio ed il personale sanitario è dovuto intervenire con dei farmaci per calmare l’uomo. Lo rivela il segretario regionale della Uil Pa Polizia penitenziaria abruzzese Ruggero Di Giovanni per il quale l’episodio dell’aggressione dovrà essere qualificato come tentativo di evasione. ”Ancora una volta dobbiamo elogiare la professionalità della Polizia Penitenziaria che è riuscita ad evitare il peggio anche in condizioni sfavorevoli, tra l’altro il poliziotto intervenuto ha p dovuto attendere l’arrivo dei rinforzi per farsi medicare ed ha avuto una prognosi di 3 giorni, ma non possiamo sperare che ci vada sempre bene – dice Di Giovanni. Purtroppo i detenuti non sempre sono come li vorremmo, ovvero persone private della libertà che approfittano del periodo di detenzione per crearsi un futuro migliore. A volte, spesso, chi ha sbagliato continua a sbagliare e la Polizia Penitenziaria deve essere messa in grado di lavorare con la necessaria sicurezza al pari di tutti i lavoratori, siamo certi che una camera di sicurezza ben avrebbe potuto evitare l’aggressione ed il tentativo di evasione”. “Ci chiediamo a chi sarebbero state accollate le colpe qualora il detenuto fosse riuscito a fuggire, e se si fosse impossessato dell’arma di ordinanza del poliziotto? Noi lo sappiamo, la colpa sarebbe stata dello sfortunato Poliziotto in servizio, come sempre, ci auguriamo che allo stesso modo ci si ricordi di chiedere una ricompensa per i poliziotti petinenziari che sono intervenuti a colmare le lacune dell’amministrazione e dei responsabili della Sanità”. Secondo Di Giovanni ”l’Amministrazione Penitenziaria e la Sanità Regionale nonché quella Locale, nel corso degli anni, sembrano aver dimenticato tutti i detenuti che giornalmente sono ricoverati, per periodi più o meno lunghi, nei reparti ospedalieri abruzzesi e che questi ricoveri avvengono praticamente sempre in corsia e in mezzo agli altri pazienti, creando una situazione potenzialmente pericolosa senza tralasciare un certo disagio per pazienti, poliziotti e detenuti; addirittura vi sono camere di sicurezza ultimate e mai messe a disposizione della Polizia Penitenziaria, come nel caso Sulmona, o interi reparti ospedalieri sottoutilizzati, vedasi l’ospedale di Pescara e diversi nosocomi privi delle camere di sicurezza, indispensabili strumenti per garantire le cure ai detenuti e la sicurezza del territorio”. Nei prossimi giorni il sindacato ultimerà la ricognizione di tutti gli istituti della regione e presenterà all’assessore regionale alla Sanità una richiesta di intervento a sostegno della messa a disposizione di idonee camere di sicurezza in tutti gli ospedali della regione interessati dai ricoveri di detenuti.



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