LA PIETRA SCAGLIATA E LA MANO NASCOSTA

Negli ultimi tempi lo sport preferito di alcuni giornalisti di Sulmona è quello di denigrare i colleghi con modalità inusuali che rasentano l’offesa personale. Questa volta a ergersi a paladino dell’informazione corretta e depositario della verità è il direttore del giornale on line “Il Vaschione” che arriva al punto di suggerire ai colleghi, con tono di rimprovero, cosa devono o non devono fare per esercitare seriamente la propria professione, soprattutto davanti a fatti di cronaca. Il direttore del Vaschione prende spunto dal recente incidente che ha visto protagonista l’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo. Non appare verosimile all’autorevole direttore la versione dei fatti riferita dallo stesso Gerosolimo ai medici del pronto soccorso e riportata dalle testate giornalistiche locali. L’illustre direttore salendo in cattedra, come fa spesso negli ultimi mesi, avanza il sospetto che l’assessore sia stato vittima di un’ imboscata e che la storia della macchina sfrenata sia solo una mera invenzione del politico per tenere nascosta la presunta verità. Probabilmente per deformazione professionale e dimenticando che i giornalisti pubblicisti hanno gli stessi doveri  di chi è iscritto all’albo dei professionisti, essendo obbligati,(sempre per dare ai lettori una sana e corretta informazione), a riferire sulle loro testate tutto quello che sanno. Invece di fare prediche ai colleghi professionisti, l’egregio direttore dovrebbe recarsi lui stesso in procura e riferire tutto quello che sa o che crede di sapere sulla vicenda. A dire il vero, un sospetto lo avanziamo anche noi: infervorato dalle polemiche che spesso sono rivolte all’ex assessore regionale, e magari come Ulisse ammaliato dalla voce suadente di qualche sirena, ha trovato un nuovo pretesto  per attaccare Gerosolimo, questa volta però, scagliando la pietra e nascondendo la mano. Per quello che ci riguarda noi continueremo a fare il nostro lavoro sempre nel pieno rispetto della verità e dei doveri professionali, senza cadere nella facile trappola di utilizzare il nostro giornale per denigrare o bacchettare i colleghi. Cosa che puntualmente avviene da parte di altre testate le cui “firme”, anzi le non firme perché gli articoli non vengono mai firmati, almeno da uno di loro, si ritengono supreme espressioni dell’informazione regionale e nemmeno locale. Giornalisti che dicono di lavorare sulla qualità e non sulla quantità delle notizie, rinunciando “magari a qualche diretta in più” ma che spesso scadono nel vizio di vecchia data della faziosità e dell’attacco astioso e personale, anche quando è pretestuoso e infondato. 

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